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chiese di Roma-rione Monti

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Chiese di Roma - rione Monti

Quasi tutti i panorami di Roma hanno in comune uno sfondo dominato dalle cupole delle chiese. Dal Gianicolo, dall'Aventino, dal Pincio o dalle terrazze del Vittoriano, le cupole delle chiese tracciano un profilo unico al mondo e sono testimonianza del ruolo che le chiese hanno avuto nella storia architettonica, religiosa, sociale ed artistica della città. Le chiese di Roma sono moltissime e la loro storia accompagna da sempre quella della capitale: chiese solenni, immense e famose, oppure piccole e meno conosciute, ma non per questo meno belle ed eleganti; quasi tutte custodiscono un patrimonio artistico fatto di mosaici, affreschi, dipinti, sculture e conservano al loro interno un’atmosfera ed una storia pronta a raccontarsi a chiunque abbia voglia di vedere ed ascoltare. Questa piccola ricognizione tra le chiese romane vuole evidenziare ciò che può riservare alla curiosità uno dei patrimoni più importanti di Roma. Siano esse romaniche, rinascimentali, barocche o neoclassiche, ogni chiesa romana ha una sua particolarità, un’opera che spicca fra tutte le altre o la memoria di un avvenimento che la fa ricordare per sempre. Abbiamo selezionato le chiese più significative dal punto di vista storico ed artistico: di ognuna si traccia sinteticamente la storia, con particolare attenzione alle opere d'arte che vi sono conservate, in modo da stimolarne la scoperta e l’approfondimento a momenti successivi.
Per meglio facilitare l’approccio a questo patrimonio architettonico e sociale, abbiamo seguito la metodologia dell’esposizione a schede e, in considerazione della numerosità delle chiese romane, la loro suddivisione per rione e quartiere, in modo da rendere praticabili le eventuali passeggiate che il lettore volesse intraprendere per visitarle direttamente.

il rione Monti

Monti è il rione più antico di Roma e vi si trovano testimonianze dell'epoca romana, medioevale, rinascimentale, barocca: una successione di stili che copre 2500 anni di storia. Il suo nome deriva dal fatto che comprendeva i colli Esquilino, Viminale, parte del Quirinale e del Celio. Oggi il Quirinale, l'Esquilino ed il Celio non gli appartengono più, ma il nome è rimasto. Nella Roma antica la zona era densamente popolata: c'erano i fori imperiali e la cosiddetta Subura, oggi detta Suburra, dove vivevano i plebei, dove c'erano i lupanari e le locande più malfamate; più a sud, sul colle Oppio, venne eretta in età imperiale la Domus Aurea di Nerone, alla quale si sono poi in parte sovrapposte le terme di Tito e di Traiano. Con l’avvento del Cristianesimo all’interno di alcune abitazioni vennero ricavati i primi luoghi di culto e alcuni di questi con il tempo divennero vere e proprie basiliche: S. Pudenziana, S. Prassede, S. Martino ai Monti e S. Pietro in Vincoli sono nate così. Nel Medioevo la situazione divenne ben diversa: gli acquedotti romani erano stati danneggiati ed era difficile farci arrivare l'acqua a causa del terreno collinare; per questo gli abitanti tendevano a trasferirsi nel Campo Marzio, zona pianeggiante a valle dei colli. L’unico fattore che fece sì che la zona non diventasse totalmente disabitata era la presenza della basilica di S. Giovanni in Laterano: il continuo afflusso di pellegrini garantiva sempre un cospicuo numero di persone sul territorio; nel resto del territorio prevalevano le aree decadenti e abbandonate, con le sole eccezioni delle zone intorno a S. Maria Maggiore, della Suburra e di S. Pietro in Vincoli. Novità e cambiamenti giunsero a partire dal XVI secolo, quando Sisto V creò una delle più belle strade di Roma, via Panisperna, e fece edificare la sua villa nella parte alta del rione, aprendo così la strada all’insediamento nobiliare sei-settecentesco; seguirono quindi la sistemazione della via Felice (oggi via Sistina, via delle Quattro Fontane e via De Pretis) e via Merulana (già via Gregoriana) che riportarono  la vita nel rione; tutto sommat, però,  sorsero pochi palazzi blasonati e il rione confermò sempre, nel tempo, il suo spirito popolare.
Gli abitanti di Monti, detti monticiani, svilupparono una loro forte identità: addirittura il loro dialetto romano era lievemente diverso da quello degli altri rioni e sussisteva una rivalità con gli abitanti dell'altro rione con una altrettanto forte identità, Trastevere, che spesso si concretizzava in scontri cruenti tra i contendenti. Successivamente, lo sviluppo urbanistico di fine ottocento, con Roma divenuta capitale, e i grandi sventramenti del periodo fascista cambiarono completamente il volto del rione. In particolare, tra il 1924 e il 1936 un'ampia porzione del rione fatta da tante stradine e case popolari è stata distrutta per costruire via dei Fori Imperiali e portare alla luce i resti dei fori. Ma una grande parte del rione ancora conserva i suoi scorci più segreti, i negozietti, i banchi degli artigiani: tutto quello che fa di Monti un quartiere romano irripetibile, quasi un piccolo paese immerso nella grande città, all'interno della quale mantiene però la sua identità di luogo sospeso tra passato e presente, di centro di cultura e di tradizioni.

1 S. Agata dei Goti
2 S. Andrea al Quirinale
3 Ss. Andrea e Bartolomeo
4 S. Bernardino in Panisperna
5 S. Carlo alle Quattro Fontane
6 S. Caterina a Magnanapoli
7 S. Clemente al Laterano
8 Ss. Domenico e Sisto
9 S. Francesco di Paola
10 Gesù Bambino all'Esquilino
11 Ss. Gioacchino e Anna ai Monti
12 Ss. Gioacchino e Anna al Quirinale
13 S. Giovanni in Fonte
14 S. Giovanni in Laterano
15 S. Lorenzo in Fonte
16 S. Lorenzo in Palatio
17 S. Lorenzo in Panisperna
18 S. Lucia in Selci
19 Ss. Marcellino e Pietro
20 S. Maria ad Nives
21 S. Maria ai Monti
22 S. Maria Maggiore
23 S. Pietro in Vincoli
24 S. Prassede
25 S. Pudenziana
26 Ss. Quirico e Giulitta
27 S. Salvatore ai Monti
28 Ss. Sergio e Bacco
29 Ss. Silvestro e Martino ai Monti
30 S. Vitale

Sant'Agata dei Goti

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

Via Mazzarino

eretta nel V secolo e riedificata nel 1633

Barocco

Tabernacolo cosmatesco del XII secolo, cortile del XVIII secolo

Storia ed Arte

S. Agata dei Goti fu fondata prima delle invasioni dei Goti (metà del VI secolo) e da questi fu adibita al culto ariano. Riconsacrata da S. Gregorio Magno nel 593, venne quasi completamente riedificata nel 1633 ma ha conservato le caratteristiche architettoniche del V secolo. E' a tre navate, divise da sedici colonne; nell'abside e sul fianco destro si aprono piccole finestre d'età romanica. La facciata, con portico nell'ordine inferiore, è di Francesco Ferrari (XVIII secolo); la precede un quadriportico, sotto le cui arcate vi è un piccolo museo lapidario. Custodisce un Tabernacolo cosmatesco del XII secolo, ma la parte più bella della chiesa è il cortile costruito nel XVIII secolo intorno ad un pozzo ricoperto di edera.

Sant'Andrea al Quirinale

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via del Quirinale

tra il 1658 e il 1678 su progetto di G.L. Bernini

Barocco

Pala d'altare con il martirio di S. Andrea,
tele del Baciccia, statua di S. Stanislao Kostka

Storia ed Arte

Soprannominata “la perla del barocco”, fu progettata da Gian Lorenzo Bernini, nella seconda metà del Seicento, per il cardinale Camillo Pamphilj. La facciata si apre su un piccolo sagrato e comprende una gradinata semicircolare ed un portico monumentale, con lo stemma dei Pamphilj. L'interno, a pianta ellittica è un gioiello di armonia architettonica, decorativa e pittorica. L'abside è preceduta da due coppie di colonne sormontate da un frontone concavo, che segue la curva della cupola ed include la statua di S. Andrea, opera di Antonio Raggi. L’aspetto architettonico innovativo della chiesa è la cupola con lanterna che genera una molteplicità di sorgenti di luce, le quali, a seconda delle ore del giorno, determinano sempre diversi effetti di illuminazione. Molte le opere d’arte presenti: il Martirio di S. Andrea del Borgognone, sopra l'altar maggiore, e la Gloria del santo stesso, in stucco, sopra l'edicola che precede l'altare. Oltre alla pala dell'altare maggiore, di Guillaume Courtois, vi sono tele di Giovanni Battista Galli detto il Baciccia e, nell'attiguo convento, la statua di S. Stanislao Kostka morente, di Pierre Legros.

Santi Andrea e Bartolomeo al Laterano

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via di S. Stefano Rotondo

eretta nel VII secolo fu ricostruita nel XVII secolo

Barocco

Pavimento cosmatesco del XV secolo

Storia e Arte

Sorta nel VII secolo, fu ricostruita nel 1634 assieme all’ospedale San Giovanni su progetto di Giacomo Mola, per volere di Urbano VIII Barberini e ristrutturata nel 1730 sotto il pontificato di Benedetto XIII Orsini. La facciata è a un ordine di paraste con timpano terminale. L’interno è a pianta trapezoidale con una navata e sopra la nicchia dell’altare conserva un affresco bizantineggiante; molto particolare il pavimento di tipo cosmatesco del XV secolo.

San Bernardino in Panisperna

Dove si trova

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Da vedere

Via Panisperna

sorta a cavallo del XVI e XVII secolo

Barocco

Affreschi di Bernardino Gagliardi

Storia e Arte

Eretta sulle rovine dell’antico monastero di S. Veneranda, la sua costruzione è databile a cavallo del XVI e XVII secolo. La facciata ha una terminazione a timpano ed il portale un fregio con l’iscrizione dedicatoria. L’interno, a pianta circolare, pur nella sobrietà del sistema decorativo, tende ad imitare la grandiosità stilistica barocca in voga nell’epoca. Gli affreschi, di Bernardino Gagliardi, raffigurano la Gloria di S. Bernardino e di altri santi francescani. In una cappella laterale vi è il Crocifisso dinanzi al quale soleva sostare in preghiera S. Brigida di Svezia, che in questa zona di Roma trascorse gran parte della sua vita, aiutando i poveri ed i bisognosi. Sulla porta della sacrestia vi è un dipinto di Giovanni Baglione raffigurante i Ss. Francesco, Chiara e Agata.

San Carlo alle Quattro Fontane

Dove si trova

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Da vedere

Via del Quirinale

a partire dal 1638 su progetto di F. Borromini

Barocco

La Cupola, la statua di S. Carlo sulla facciata, il Chiostro e la Sacrestia

Storia e Arte

Progettata da Francesco Borromini nel 1638 per i padri trinitari scalzi, è sicuramente ra le sue opere più significative. La facciata, alta e ristretta ad andamento curvilineo, è divisa in sei scomparti e un portale sormontato da una nicchia con S. Carlo. L'interno, a pianta ovale, è coperto da una cupola ellittica decorata da esagoni, ottagoni e croci che vanno riducendosi verso il lanternino. Sono due i dipinti di rilievo presenti: sull’altare maggiore la pala con i Ss. Carlo Borromeo, Felice di Valois e Giovanni de Matha in adorazione della Trinità, del pittore francese Pierre Mignard e nella sagrestia S. Carlo Borromeo in adorazione della Trinità, del caravaggesco Orazio Borgianni. Sulla sinistra dell'ingresso, si accede alla chiesa inferiore, di pianta uguale ma più compressa, con volta su pilastri. Adiacente alla chiesa è il chiostro, capolavoro di armonia e proporzione, su due ordini con pianta ottagonale ad angoli convessi colonne binate sorreggono al piano inferiore archi e in quello superiore la loggia, caratterizzata da balaustri alternativamente dritti e rovesci.

Curiosità

La chiesa è soprannominata San Carlino per le sue ridotte dimensioni tanto da coprire con la sua area quella di uno solo dei quattro pilastri che sorreggono la cupola della Basilica di San Pietro in Vaticano: così un detto popolare dice che “San Pietro è bello per la sua grandezza e San Carlino è bello per la sua piccolezza”.

Santa Caterina a Magnanapoli

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Largo Magnanapoli

tra il 1628 e il 1640 su progetto di G.B. Soria

Barocco

Estasi di S. Caterina di Melchiorre Caffà

Storia e Arte

L’edificazione iniziò nel 1628, ma la consacrazione avvenne solo nel 1640. Il progetto della Chiesa, compresa la facciata, è di Giovanni Battista Soria. La facciata si presenta su due ordini: nel primo si trova un portico a tre arcate e nel secondo un finestrone tra due nicchie coronato da un timpano triangolare. L’interno della chiesa è a navata  unica con tre cappelle per lato. Nella volta vi è l’affresco di Luigi Garzi del 1713 raffigurante la Gloria di S. Caterina. Nel presbiterio è posta l’Estasi di S. Caterina, opera di Melchiorre Caffà.

San Clemente al Laterano

Dove si trova

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Da vedere

Via Labicana

eretta nel IV secolo, fu ricostruita nel XII secolo e modificata nel XVIII secolo

Paleocristiano e Barocco

Affreschi del XII secolo, affreschi di Masolino da Panicale, Mosaico Absidale, Schola Cantorum, resti del tempio di Mitra.

Storia e Arte

S. Clemente in Laterano è una delle più antiche basiliche di Roma, eretta prima del 385 e dedicata a S. Clemente, il terzo papa dopo S. Pietro. Si compone di due chiese sovrapposte, sorte sopra costruzioni romane dell'età repubblicana e sui resti di un tempio del dio Mitra. La chiesa inferiore, sede di vari concili durante il V secolo, fu restaurata  nell'VIII e IX secolo e distrutta durante l'invasione normanna del 1084. Nel 1108 il papa Pasquale II edificò sulle sue rovine la chiesa superiore, modificata poi nel 1713-19 durante il pontificato di Clemente XI da Carlo Stefano Fontana. L'architetto realizzò la facciata barocca utilizzando per il portico ad arcate le antiche colonne di granito. L'interno, sebbene abbia subito notevoli alterazioni a causa del rimodernamento operato dal Fontana, conserva ancora l'aspetto tipico dell'antica basilica romana: è divisa, infatti, in tre navate da due colonne di marmo e granito con capitelli ionici. Il pavimento, originale, è un bell'esemplare di arte cosmatesca; nel mezzo della navata, prima del presbiterio, la schola cantorum, del XII secolo, che reimpiega diversi frammenti provenienti dalla chiesa inferiore. Nell'abside centrale, che ha al centro il ciborio paleocristiano, è conservato un mosaico, con al centro Cristo crocifisso tra la Vergine e S. Giovanni Evangelista. La basilica inferiore è di notevole interesse in quanto vi sono conservati  importanti opere di datazione paleocristiana. Negli affreschi della basilica sono raffigurati alcuni miracoli attribuiti a S. Clemente; tra gli altri è illustrata la leggenda del prefetto Sisinnio e di sua moglie Teodora, attraverso una sorta di racconto a fumetti in cui viene utilizzata la lingua volgare italiana. Durante la campagna di scavi del 1860, sotto le fondamenta furono rinvenuti ambienti di epoca repubblicana ed abitazioni di età imperiale. Questi ambienti comunicano con un Mitreo situato, al livello più basso, oltre l'abside della chiesa, ricavato nel cortile di un’abitazione del II secolo; qui fu anche rinvenuta una statua raffigurante il Buon Pastore.

Curiosità

La basilica inferiore conserva nella navata centrale, l’affresco raffigurante la leggenda di Sisinnio; una sorta di storia a “fumetti”che rappresenta uno dei primi documenti della lingua volgare italiana.

Santi Domenico e Sisto

Dove si trova

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Da vedere

Largo Angelicum

tra il 1569 e il 1663 su progetto  di G. della Porta

Barocco

Altare maggiore del Bernini e gruppo “Noli me tangere” del Raggi

Storia e Arte

La chiesa fu eretta in sostituzione della chiesa di S. Maria a Magnanapoli risalente all’XI secolo. E’ posta alla sommità di una scalinata a due rampe e fu costruita tra il 1569 e il 1663, sotto la direzione successiva di Giacomo della Porta, Nicola ed Orazio Torriani e Vincenzo della Greca. Nella facciata sono inserite quattro statue: le due statue inferiori raffigurano S. Tommaso d'Aquino e S. Pietro di Verona e sono di Carlo Maderno, mentre le due statue superiori raffigurano S. Domenico e S. Sisto II papa e sono di Marcantonio Canini. L'interno è ricco di affreschi e decorazioni di marmi policromi: Gian Lorenzo Bernini disegnò l'altare maggiore ed il gruppo di sculture “Noli me tangere” che fu però materialmente scolpito dal suo allievo Antonio Raggi. Sopra l’altare c'è una terracotta di "Madonna con Bambino" di scuola fiorentina del XV secolo. L'affresco sul soffitto, l'apoteosi di S. Domenico, è stato dipinto nel 1674 da Domenico Maria Canuti, con trompe l'oeil realizzati da Enrico Haffner.

San Francesco di Paola ai Monti

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via S. Francesco di Paola

iniziata nel 1624 e completata agli inizi del XVIII secolo

Barocco

Altare maggiore di Giovanni Antonio De Rossi

Storia e Arte

Fu edificata agli inizi del XVII secolo da Orazio Torriani e completata dal Barattoni cento anni più tardi. Presenta una facciata a due ordini. L’interno ha un’unica navata coperta a botte, con tre cappelle per lato di cui le centrali più ampie. Di rilievo  l’altare maggiore, opera tardo barocca di Giovanni Antonio de Rossi (1655);  il ciclo di affreschi, opera di Giuseppe Bartolomeo Chiari, che rappresentano i Miracoli di S. Francesco di Paola; in sacrestia l’Apparizione della Vergine a S. Francesco di Paola del Sassoferrato.

Gesù Bambino all'Esquilino

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via Urbana

iniziata nel 1713 su progetto di A. Specchi e terminata nel 1736 da F. Fuga

neoclassico

Cappella della Passione

Storia e Arte

La chiesa fu edificata su progetto di Alessandro Specchi (1713), cui subentrarono Carlo Buratti e Ferdinando Fuga, che portò a termine la chiesa nel 1736. Il portale d’ingresso si presenta semplice nelle sue forme, mentre più elegante e fastosa appare la grande finestra superiore ornata da uno stemma con festoni.  L’interno è a croce greca e di forma rotonda con cupola a catino e tre altari. Riccamente decorata è la Cappella della Passione disegnata da Virginio Vespignani nel 1856..

Santi Gioacchino e Anna ai Monti

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via Monte Polacco

tra il 1760 e il 1781 su progetto di F. Fiori

tardo Barocco

Pala dell’altare maggiore di autore ignoto del XVIII secolo

Storia e Arte

La costruzione attuale risale al 1760 secondo il progetto di Francesco Fiori. La facciata presenta un ordine di paraste con capitelli corinzi tra le quali aprono quattro finestre. Al centro apre un portale sovrastato da una finestra incorniciata con a coronamento un doppio timpano triangolare. L’interno presenta una pianta a croce greca decorato con stucchi e volti di cherubini. Sull’altare maggiore è posta una tela con le immagini della Madonna, di S. Anna e di S.Gioacchino.

Santi Gioacchino e Anna al Quirinale

Dove si trova

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Da vedere

via del Quirinale

tra 1611 e il 1649

Barocco

Pala dell’altare maggiore di autore ignoto del XVII secolo

Storia e Arte

Fu edificata a partire dal 1611 su iniziativa dei padri Carmelitani riformati scalzi di Spagna, che vi rimasero fino all’occupazione francese di Roma del 1809, epoca in cui dovettero abbandonarla. La chiesa, costruita dagli architetti Paolo Maruscelli e Alessandro Sbrenchio, non ha facciata e presenta solo un grande portale; ha una pianta a croce greca, con piccola cupola.

San Giovanni in Fonte

Dove si trova

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Stile

Da vedere

p.za S. Giovanni in Laterano

nucleo originario del IV secolo, poi modificato in vari interventi fino a quello del 1637

Paleocristiano

Fonte battesimale, affreschi e mosaici

Storia e Arte

Venne eretta nel IV secolo da Costantino, insieme alla basilica di S. Giovanni in Laterano, su una villa del I secolo e su un edificio termale del II. Successivamente venne modificato e restaurato da vari interventi fino a quello che ebbe luogo nel 1637, durante il pontificato di Urbano VIII.  L’interno è a pianta ottagonale e presenta un anello di otto colonne di porfido con capitelli corinzi che sorregge un architrave, sempre ottagonale. Sulle pareti, in alto, copie di opere di Andrea Sacchi con storie di Giovanni Battista e, in basso, affreschi con storie di Costantino, opere di Andrea Camassei, Giacinto Gimignani, Carlo Maratta e Carlo Magnoni. Al centro di un recinto circolare cinquecentesco è posto il fonte battesimale con un’urna di basalto verde con copertura in bronzo opera di Ciro Ferri. Intorno si aprono quattro cappelle: Cappella di S. Rufina, di S. Venanzio, di S. Giovanni Evangelista e la Cappella del Battista. Alla fine del secolo XIII è databile la Madonna con Bambino oggi nota come “Madonna del Fonte”.

Curiosità

Nel Battistero c’è una porta che suona; si racconta che provenga dalle Terme di Caracalla e che facendo girare lentamente i battenti sui cardini, si sentano diverse tonalità di suono di canne d’organo, prodotte dall’attrito sui perni del peso dei battenti, 750 kg l’uno, e dalla composizione del metallo di cui sono composti tra cui il bronzo e l’argento.

San Giovanni in Laterano

Dove si trova

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Stile

Da vedere

p.za S. Giovanni in Laterano

nucleo originario del IV secolo, modificato nei secoli fino ad intervento di Borromini del 1650. Facciata del XVIII secolo

Paleocristiano e Barocco

Altare papale, Affresco a Bonifacio VIII di Giotto, Cappella Corsini con pala d'altare in mosaico, Chiostro

Storia e Arte

L’Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Ss. Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, è la Cattedrale della diocesi di Roma. Le origini della basilica risalgono al IV secolo quando fu fatta erigere da Costantino su terreni già di proprietà della famiglia dei Laterani, dalla quale prende nome tutta l’area e per quasi mille anni, dalla fondazione al periodo avignonese, fu la più importante chiesa della cristianità, centro del potere papale e residenza del pontefice. Ripetutamente danneggiata e restaurata, la basilica fu continuamente arricchita nel corso dei secoli. Niccolò IV commissionò a Jacopo Torriti il mosaico absidale (1289-1291), mentre per il Giubileo del 1300 Bonifacio VIII fece edificare la Loggia delle Benedizioni (rifatta nelle linee attuali alla fine del ‘500). Martino V fece affrescare l’interno da Gentile da Fabriano e Pisanello (1431-1432), Sisto V sostituì la Loggia delle Benedizioni con quella tuttora visibile, e Clemente VIII fece decorare il transetto (1599-1600). In vista del Giubileo del 1650 Innocenzo X Pamphili affidò a Francesco Borromini il rifacimento dell’interno. L'interno è a cinque navate con transetto e conserva, nella centrale centrale, un soffitto ligneo del '500. Un tabernacolo del 1367, decorato da affreschi ritoccati da Antoniazzo Romano e da Fiorenzo di Lorenzo, accoglie le reliquie delle teste dei Ss. Pietro e Paolo e l'altare papale. In uno dei pilastri della navata intermedia destra, si trova un prezioso brano di affresco di Giotto. Il transetto fu ristrutturato a fine '500 da Giacomo della Porta per la parte architettonica e dal Cavalier d'Arpino per quella pittorica. Il mosaico dell'abside proviene dall'antica chiesa ed è opera di Jacopo Torriti e di Jacopo da Camerino (fine secolo XIII). L'attiguo chiostro è opera dei Vassalletto (1215-32) e conserva lungo le pareti, resti architettonici e sculture dell'antica basilica, iscrizioni, lastre tombali e materiale di scavo romano e paleocristiano. La facciata dopo vari progetti, fu terminata nel 1735 ad opera di Alessandro Galilei: presenta un solo ordine gigante di lesene e semicolonne corinzie, timpano centrale e balaustra coronata da quindici colossali statue raffiguranti il Cristo, i Ss. Giovanni Battista ed Evangelista e i dottori della Chiesa. Sul cornicione una lunga iscrizione ricorda l’erezione della facciata voluta da Clemente XII. Nel portico, altorilievi marmorei con storie della vita del Battista e statua di Costantino del IV secolo, proveniente dalle terme sul Quirinale. La porta mediana ha battenti che provengono dalla Curia nel Foro Romano; l’ultima porta a destra è la Porta Santa.

Curiosità

L’organo della basilica, definito “la voce di S. Giovanni”, è il più grande e più antico tra quelli esistenti a Roma. Venne costruito nel 1599 da Luca Blasi, con intagli e decorazioni di Giovanni Battista Montano. Composto di tre campate, divise a loro volta in tre scomparti, aveva in origine sedici registri e mille canne. Nel 1731 vi fu aggiunta una seconda tastiera con dodici nuovi registri e altre settecento canne.

San Lorenzo in Fonte

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via Urbana

iniziata a partire dal 1543 e ristrutturata dopo il 1628

Barocco

Ambienti sotterranei, con l’antico carcere ove fu rinchiuso S. Lorenzo

Storia e Arte

La chiesa risale al XVII secolo e sorge sulle strutture di una precedente chiesa medievale (VIII-IX secolo), ma la tradizione vuole che essa sia costruita sulla casa del centurione Ippolito, dove fu tenuto prigioniero il diacono Lorenzo, che ebbe modo di battezzare il suo carceriere facendo scaturire miracolosamente una sorgente, tuttora visibile nei sotterranei della chiesa. L'interno presenta una sola navata unica con tre cappelle per lato. Sull’altare maggiore si trova una tela di Andrea Camassei che ritrae Lorenzo mentre battezza Ippolito e la sua famiglia.

San Lorenzo in Palatio (Scala Santa)

Dove si trova

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Stile

Da vedere

p.za S. Giovanni in Laterano

antica cappella privata papale inserita nell’edificio del 1589 su progetto di Domenico Fontana

Barocco

Mosaici cosmateschi e affreschi del XIII secolo

Storia e Arte

La chiesa è accessibile attraverso la Scala Santa che si ritiene essere stata quella antistante il Praetorium di Ponzio Pilato che Gesù salì durante il processo. L’intero edificio fu progettato da Domenico Fontana nel 1589 e racchiude il Sancta Santorum, ovvero la cappella privata dei Papi, e la Scala Santa, che secondo la tradizione i fedeli percorrono in ginocchio. L’interno presenta una pianta rettangolare. La chiesa è affrescata con raffigurazioni della "Santissima Trinità e dei Dottori della Chiesa".

San Lorenzo in Panisperna

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via Panisperna

antica chiesa, riedificata nel XIII e XVI secolo

Barocco

Cripta con la graticola di S. Lorenzo

Storia e Arte

Eretta secondo la tradizione al tempo di Costantino sul luogo del martirio del santo, fu riedificata nel 1300 e nel 1574.  La facciata cinquecentesca accoglie una porta lignea scolpita nel 1664. Il portico esterno fu aggiunto nel XVII secolo, e fu decorato (1893-4) con immagini di S. Lorenzo e di Francesco d'Assisi per volere di papa Leone XIII, come pure la scalinata d'ingresso. L'interno, a navata unica con tre cappelle per lato, e presenta una volta a botte raffigurante la Gloria di S. Lorenzo, affrescata nel XVIII secolo da Antonio Bicchierai. Nella cripta si conserva la graticola sulla quale, secondo la tradizione, S. Lorenzo fu martirizzato.

Santa Lucia in Selci

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via in Selci

chiesa dell’VIII secolo e ricostruita e restaurata nel XVII secolo

Barocco

Dipinti del Cavalier D’Arpino

Storia e Arte

Le origini della chiesa risalgono all’VIII secolo ma fu completamente ricostruita agli inizi del XVII secolo da Carlo Maderno e restaurata nel 1637-1638 da Francesco Borromini. L’interno presenta una sola navata con volta a botte e ai lati sei nicchie decorate da stucchi. Sopra la porta d’ingresso si trova una cantoria probabilmente del Borromini e un dipinto raffigurante Dio Padre opera del Cavalier d’Arpino. Sempre del Cavalier d’Arpino, è  la tela "SS. Trinità e i SS.Agostino e Monica", mentre la pala con il “Martirio di S. Lucia” è di Giovanni Lanfranco.

Santi Marcellino e Pietro

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via Merulana

risalente al IV secolo, restaurata nell’VII e nel XIII secolo e ricostruita nel 1751

Barocco

Pala settecentesca dell’altare maggiore

Storia e Arte

La chiesa, una delle più antiche di Roma, venne fatta costruire nel IV secolo da papa Siricio. Nell'VIII secolo fu fatta restaurare da papa Gregorio III e nel 1256 da papa Alessandro IV.  Nel 1751 papa Benedetto XIV fece ricostruire la chiesa, caratterizzata da un esterno a cubo con facciata di Girolamo Theodoli, un interno con pianta a croce greca, una cupola di influenza borrominiana. All’interno è una pala d'altare di Gaetano Lapis raffigurante i Ss. Marcellino e Pietro, martiri durante le persecuzioni di Domiziano e Massimiano.

Santa Maria ad Nives

Dove si trova

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Da vedere

via del Colosseo

risalente al XIII secolo e riedificata nel 1607

Barocco

Tele del XVII e XVIII secolo

Storia e Arte

Le sue origini risalgono agli inizi del XIII secolo, ma fu completamente riedificata nel 1607 su progetto di Carlo Fontana e successivamente assegnata nel 1798 alla Confraternita di S. Maria della Neve da cui ha preso il nome. La facciata leggermente convessa presenta un ordine coronato da un doppio timpano spezzato. Al centro apre un portale sovrastato da una grande finestra. L’interno si presenta a navata unica, con tre altari e pitture del XVII secolo.

Santa Maria ai Monti

Dove si trova

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Da vedere

piazza Madonna ai Monti

costruita a partire dal 1580 su progetto di Giacomo della Porta

Barocco

Dipinto della Madonna, Tomba di S. Benoît Joseph Labre

Storia e Arte

Una delle chiese romane più interessanti della transizione tra Rinascimento e barocco, eretta su disegno di Giacomo Della Porta nel 1580 per celebrare il rinvenimento di una miracolosa immagine della Vergine. La facciata, derivata da quella della chiesa del Gesù, è a due ordini di lesene e le tre campate centrali ospitano tra nicchie il portale e il finestrone a edicola. Anche l'interno, a navata unica, s'ispira a quello dei Gesuiti; nella volta sono dipinti l’Ascensione, angeli e dottori della Chiesa di Cristoforo Casolani (1602-1609). Sull’altare maggiore è il dipinto del XV secolo rappresentante la Madonna con Bambino e i Ss. Stefano e Lorenzo. Nell'abside, dipinti di Giacinto Gimignani (S. Michele, Crocifissione, S. Pietro battezza i Ss. Processo e Martiniano, Apparizione di Cristo alla Vergine e Battesimo di Cristo) e del Casolani (storie di Maria ed evangelisti); al di sopra, angeli di Orazio Gentileschi (1599). Nella chiesa si trova la tomba del santo francese Benoit-Joseph Labre che morì nel 1783 fuori della chiesa. I suoi vestiti sono custoditi come reliquie.

Curiosità

Nel luogo dove oggi sorge la chiesa, c’era un convento che, abbandonato, era stato trasformato in un fienile. Ma nel 1579, nel corso di lavori edilizi, gli operai udirono una voce che chiedeva di non far male al bambino; stupiti, i manovali rinvennero nella cavità di un muro l’affresco rappresentante la Vergine con il Bambino, che ancora oggi si trova sull’altare maggiore. Il fatto prodigioso fece si che il fienile non solo non fu demolito, ma trasformato nell’attuale chiesa.

Santa Maria Maggiore

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

piazza S. Maria Maggiore

consacrata nel V secolo, ha subito modifiche nel corso dei secoli. Il campanile è del XIV secolo e la facciata della metà del XVIII secolo

Paleocristiano e Barocco

Mosaici dell'abside "Incoronazione della Vergine", Cappelle Paolina e Sistina, Baldacchino, Pavimento cosmatesco

Storia e Arte

È una delle cinque basiliche patriarcali e la più importante tra quelle romane dedicate alla Vergine. Sorta secondo la leggenda a seguito di una miracolosa nevicata verificatasi nell'agosto del 356, fu consacrata alla Madonna per volere di Sisto III all'indomani del concilio di Efeso (431). Nel '200 fu rifatta l'abside, nel '500 vennero aperte le cappelle Sistina e Paolina e nel '600 l'affaccio posteriore su piazza dell'Esquilino; nel '700 infine Ferdinando Fuga sovrappose all'antico prospetto una nuova facciata, chiusa tra due ali a forma di palazzi dai quali emerge a destra il campanile del 1375-76, il più alto di Roma. La loggia che si apre sopra il portico conserva i mosaici di Filippo Rusuti (fine secolo XIII) che raffigurano, nel registro superiore, Cristo benedicente tra i simboli degli Evangelisti, la Vergine, angeli e Santi. L'interno ha ancora un aspetto abbastanza simile a quello basilicale antico: un impianto a tre navate, divise da antiche colonne di reimpiego, terminante nell’abside preceduta dall’arco trionfale. La navata  centrale conserva un pavimento in parte del secolo XII ed un soffitto ligneo del '500. Sopra la trabeazione riquadri a mosaico del V secolo, ma restaurati ampiamente nel 1593. Dello stesso secolo sono i mosaici dell'arco trionfale con Storie dell’infanzia di Gesù. Davanti all'altare papale, con baldacchino del Fuga, si apre la confessione, che custodisce le presunte reliquie della culla di Betlemme. Nell’abside il mosaico di Jacopo Torriti (1295) rappresentante l’Incoronazione di Maria. Nel transetto di Niccolò IV, affrescato con i Profeti forse da Pietro Cavallini, Cimabue o Giotto giovane. Nella navata destra si apre la cappella Sistina, architettata da Domenico Fontana (1584-87) insieme anche ai monumenti sepolcrali di Pio V e Sisto V, e affrescata con la direzione di Giovanni Guerra e Cesare Nebbia (1587-89). Qui si trova l'icona della Salus Populi Romani, che la tradizione vuole dipinta dall'evangelista Luca. Sotto l'altare cinquecentesco è l'oratorio del Presepio, con un gruppo di statue di Arnolfo di Cambio (fine '200). Nella navata sinistra Flaminio Ponzio realizzò nel 1605-1611, la cappella Paolina, disegnando pure i sepolcri di Paolo V e di Clemente VIII, mentre gli affreschi sono del Cavalier d'Arpino e di Guido Reni. La cappella Sforza (1564-73) è stata invece concepita su disegno di Michelangelo. Sotto l'altare cinquecentesco è l'oratorio del Presepio, con un gruppo di statue di Arnolfo di Cambio (fine '200). Nella navata sinistra Flaminio Ponzio realizzò nel 1605-1611, la cappella Paolina, disegnando pure i sepolcri di Paolo V e di Clemente VIII, mentre gli affreschi sono del Cavalier d'Arpino e di Guido Reni. Sull’altare, una Madonna su tavola (secolo XII-XIII). La cappella Sforza (1564-73) è stata invece concepita su disegno di Michelangelo.

Curiosità

Secondo la tradizione, la Vergine, nella notte fra il 4 e il 5 agosto del 358 d.C., apparsa in sogno a papa Liberio (352-366) e al ricco senatore Giovanni, chiese di erigere una chiesa nel luogo ove la notte stessa fosse caduta la neve. Il pontefice ed il senatore la mattina seguente trovarono imbiancata la cima del colle Esquilino; sulla neve fresca Liberio tracciò la pianta della futura basilica che, dal nome del pontefice, fu chiamata Liberiana come pure S. Maria ad Nives.

San Pietro in Vincoli

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

piazza S. Pietro in Vincoli

chiesa originaria risalente al V secolo, restaurata nella seconda metà del '400 e ancora all’inizio del 700 da Francesco Fontana

Rinascimentale

Mosè di Michelangelo, dipinti del Guercino e del Domenichino

Storia e Arte

S. Pietro in Vincoli è detta anche Basilica Eudossiana, perché ricostruita (al posto di un'altra di uguali dimensioni, a sua volta sorta su rovine di edifici romani), da Eudossia, moglie dell'imperatore Valentiniano III, per custodirvi le catene di S. Pietro rinvenute a Gerusalemme. Consacrata nel 439 da Sisto III, fu restaurata durante il pontificato di Adriano I nel 780 circa, ed in seguito dopo il 1000. Notevoli lavori vi intraprese nel 1503 papa Giulio II  Della Rovere cui si deve l'architettura attuale della chiesa, con il portico d'ingresso e la ristrutturazione del convento annesso. Il disegno originario del chiostro è attribuito a Giuliano da Sangallo. La facciata è preceduta e nascosta da un portico che si innalza da un'ampia gradinata. L'interno è a pianta basilicale ed è diviso in tre navate, separate da venti colonne antiche di marmo; la volta a botte mostra un grande affresco di Giovanni Battista Parodi, raffigurante "Il Miracolo delle Catene". Secondo la tradizione le due catene (vincoli) con cui fu legato S. Pietro sono ancora conservate sotto l'altare. L’opera più importante è però senz’altro il Mosè di Michelangelo che fa parte del monumento funebre di Giulio II.

Curiosità

A S. Pietro in Vincoli è legata una leggenda relativa a Giotto, che agli inizi della sua carriera avrebbe dipinto una mosca sulla testa del dipinto del Battista, opera del  suo maestro romano. Costui, tornato allo studio, avrebbe tentato di cacciar via la mosca, perché tanta era la perfezione del dipinto che l’aveva scambiata per vera.

Santa Prassede

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via di S. Prassede

chiesa originaria risalente al IX secolo, restaurata nel XII e XVI secolo

Romanico

Ciclo di mosaici del IX secolo. Colonna della flagellazione

Storia e Arte

Basilica minore che può essere quasi definita una sintesi dell’arte medievale in Roma, risulta di origine assai antica: era la casa di Prassede, figlia del senatore Pudente, e secondo la tradizione subì il martirio insieme alla sorella Pudenziana, dopo che aveva devotamente raccolto con una spugna e versato in un pozzo il sangue dei cristiani uccisi. Fu trasformata nella chiesa attuale ad opera di papa Pasquale I nell' 822, al fine di accogliere le ossa dei martiri sepolti nel cimitero di Priscilla. Subì restauri nel XII secolo, e poi sotto Pio IV nel XVI secolo. La facciata della basilica, non visibile dalla strada, è all'interno di un cortile quadrangolare; l’antico protiro originale è sorretto da due colonne e sormontato da una loggetta aggiunta nel XVI secolo. L'interno, basilicale, è a tre navate suddiviso da colonne e pilastri che reggono grandi archi di rafforzamento inseriti nel XIII secolo. Al centro del pavimento un disco di porfido copre un pozzo, ove, secondo la leggenda, S. Prassede raccoglieva i resti ed il sangue dei martiri. La cappella di S. Zenone è considerata il più importante monumento di arte bizantina in Roma; in una nicchia, si conserva una colonna che si ritiene sia stata quella sulla quale Gesù abbia subito la flagellazione. Nella chiesa si trova il busto del vescovo Santoni, prima opera scultorea di Bernini.

Santa Pudenziana

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via Urbana

ricavata da un'aula delle terme nel IV secolo, nel 1589 fu modificata per opera di Francesco da Volterra

Romanico e rinascimentale

Fregio con le Ss. Prassede e Pudenziana e Mosaico absidale

Storia e Arte

E' una delle chiese più antiche di Roma, sorta sulla casa del senatore Pudente del quale si narra sarebbe stato ospite S. Pietro e ove nel II secolo fu costruito un edificio termale. Questo fu trasformato in basilica, tra la fine del IV secolo ed i primi del V, e fu dedicata a S. Pudenziana. Durante il pontificato di Adriano I la chiesa fu riedificata, quindi restaurata nel XIII secolo da papa Gregorio VII e da papa Innocenzo III, al quale si deve il campanile. Nel 1589 fu ampiamente modificata per opera di Francesco da Volterra che trasformò le tre navate originali  in una navata. La facciata, ricostruita nel 1870, presenta un fregio del secolo XI, adattamento dell'originaria cornice marmorea della porta, con i medaglioni di Pastore e Pudente, di Pudenziana e di Prassede; nel mezzo, il mistico Agnello. All'interno, diviso in tre navate da sei colonne antiche, si trova il mosaico del IV secolo ritagliato nel '500, tra i più antichi di Roma.  Nell'abside, il mosaico del IV secolo, rappresenta Cristo in trono, circondato dagli apostoli e dalle Ss. Pudenziana e Prassede. Nei sotterranei, a circa nove metri sotto il livello di pavimentazione della basilica, si conserva un e affresco databile al IX secolo, raffigurante S. Pietro tra S. Prassede e S. Pudenziana. Alle spalle dell'abside della basilica si trova l’Oratorio mariano, le cui pareti sono completamente decorati con affreschi dell'epoca di papa Gregorio VII.

Santi Quirico e Giulitta ai Pantani

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via Tor de' Conti

edificata nel VII e ricostruita nel XIV secolo

Tardo Barocco

Museo del Presepe

Storia e Arte

Già esistente nel VI secolo ed intitolata ai martiri Stefano e Lorenzo, la chiesa nell’VIII secolo fu dedicata a Quirico e Giulitta, madre e figlio cristiani di Tarso, martiri al tempo dell’imperatore Diocleziano. Nel XIV secolo fu ricostruita in forme gotiche e subì in seguito numerosi restauri. L’aspetto attuale è ad opera di Filippo Raguzzini, il quale nel 1733 eresse la nuova facciata. Quest’ultima è costituita da due ordini. Al centro apre un portale quattrocentesco, attribuito a Baccio Pontelli.. L’interno, ad una sola navata, presenta una volta affrescata da Pietro Gagliardi nel 1856. Alla chiesa è annesso il Museo del Presepe.

San Salvatore ai Monti

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via Madonna dei Monti

edificata nel XIII secolo fu ricostruita tra il 1630 e il 1635, e subì un ulteriore rifacimento nel 1762.

Barocco

Portale del XVI secolo

Storia e Arte

Le origini della chiesa risalgono al XIII secolo; distrutta durante il sacco di Roma del 1527, fu ricostruita tra il 1630 e il 1635, e subì un ulteriore rifacimento nel 1762. La facciata a capanna, ornata da un campanile a vela, è impreziosita da un portale cinquecentesco. L’interno ha perduto gran parte degli ornamenti: oggi la chiesa è ridotta a semplice oratorio della vicina chiesa di S. Maria ai Monti.

Santi Sergio e Bacco

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

piazza Madonna dei Monti

nucleo originario del IX secolo, ricostruita nel XVII e nel XVIII secolo

Neoclassico

Iconostasi, che separa la navata centrale dal presbiterio, con pitture a fondo d’oro

Storia e Arte

La chiesa è dedicata ai due santi martiri siriani, ufficiali dell’esercito romano, martirizzati nel 303 sotto l’imperatore Diocleziano. Risale al IX secolo come S. Sergio alla Suburra, poi nel XVI secolo, durante il pontificato di Paolo III fu ricostruita e dedicata ai Ss. Sergio e Bacco. Nel 1641 la chiesa fu donata ai Monaci Ruteni di S. Basilio che tuttora la posseggono. L’intero complesso fu successivamente riedificato nel 1741 da Francesco Ferrari. Nel 1718 sotto l’intonaco di un muro fu scoperta l’immagine della “Madonna del Pascolo” e collocata nel 1730 sull’altare maggiore. Nella facciata, con portale in travertino, vi sono le nicchie con le statue dei padri della chiesa d’Oriente. L’interno è a navata unica coperta da una volta a botte affrescata. Oggi è officiata in rito bizantino ed è chiesa nazionale degli Ucraini.

Santi Silvestro e Martino ai Monti

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

viale del Monte Oppio

già esistente nel IV secolo, ricostruita nel V e VIII secolo, trasformata nel XVII secolo.

Barocco

Mosaico del VI secolo, resti della casa degli Equizi

Storia e Arte

La basilica fu fatta edificare da Papa Silvestro su di un terreno donato dalla famiglia degli Equizi nel IV secolo. Papa Simmaco intorno al 500 l’ampliò con l’unione della chiesa di S. Martino di Tours. Restaurata da papa Adriano I (772), fu quindi fatta ricostruire da papa Sergio II nell’845, quindi ulteriori trasformazioni furono eseguite da Filippo Gagliardi nel XVII secolo. L’interno, a pianta basilicale, è diviso in tre navate da ventiquattro antiche colonne marmoree.   Nella cripta si trova un mosaico raffigurante Madonna con S. Silvestro del VI secolo. Sotto la chiesa ci sono i resti della casa degli Equizi, chiesa domestica ricavata in ambienti annessi delle terme di Traiano.

San Vitale

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via Nazionale

nucleo originario del V secolo, riedificato nel 1475 e restaurato nel 1595

Paleocristiano

Cicli pittorici del XVI secolo

Storia e Arte

Fu costruita tra i colli Viminale ed Esquilino agli inizi del V secolo, poi fu riedificata da Sisto IV nel 1475 e successivamente restaurata nel 1595 da Clemente VIII. La facciata è preceduta da una scalinata (edificata nel 1859 in conseguenza dell'innalzamento del livello stradale, per la realizzazione di Via Nazionale) e da un portico a tettoia, di cinque arcate su colonne antiche. Il portale con lo stemma di Sisto IV è quattrocentesco mentre i pannelli intagliati sono del XVII secolo. L'interno, in origine costituito da tre navate fu ridotto ad una sola durante i restauri del 1475. I ciclo pittorico del XVI e XVII secolo sono opera di alcuni pittori del manierismo quali Commodi (nell'abside), Ciampelli (nel transetto), Ligustri (lungo le pareti) e Fiammeri (quadri degli altari).

Altre chiese

Chiesa

Dove si trova

Epoca

Stile

Sant'Anna al Laterano

via Merulana

XIX secolo

neorinascimentale

S. Filippo Neri all'Esquilino

via Sforza

XIX secolo

tardo barocco

S. Giovanni Battista dei Cavalieri di Rodi

piazza del Grillo

XX secolo

moderno

S. Giuseppe di Cluny

via Poliziano

XIX secolo

neogotico

S. Maria del Buon Consiglio

via del Buon Consiglio

XII secolo

medievale

Preziosissimo Sangue

via di S. Giovanni in Laterano

XIX secolo

neoclassico

Bibliografia
C. Rendina – Le chiese di Roma – Newton & Compton Editori – 2004
A. Manodori – Il Rione Monti - Newton & Compton Editori – 2008
R. Filizzola, O. Sessa – Il Rione Monti – Tascabili Economici Newton -1997
LaboratorioRoma.it – Scopri Roma – Le Chiese – 2011
Wikipedia.it – Le chiese del Rione Monti – 2013
Ministero degli Interni – Fondo edificio per il Culto – Le Chiese – 2012
Touring Club – Chiese di Roma – 2012
Roma Sacra – Guida alle Chiese della Città eterna - Elio De Rosa editore – numeri vari
Comune di Roma – 060608 – Luoghi di Culto di interesse storico-artistico - 2012

Sergio Natalizia - 2013-2016

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