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chiese di Roma-rione Trevi

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Chiese di Roma - rione Trevi

Quasi tutti i panorami di Roma hanno in comune uno sfondo dominato dalle cupole delle chiese. Dal Gianicolo, dall'Aventino, dal Pincio o dalle terrazze del Vittoriano, le cupole delle chiese tracciano un profilo unico al mondo e sono testimonianza del ruolo che le chiese hanno avuto nella storia architettonica, religiosa, sociale ed artistica della città. Le chiese di Roma sono moltissime e la loro storia accompagna da sempre quella della capitale: chiese solenni, immense e famose, oppure piccole e meno conosciute, ma non per questo meno belle ed eleganti; quasi tutte custodiscono un patrimonio artistico fatto di mosaici, affreschi, dipinti, sculture e conservano al loro interno un’atmosfera ed una storia pronta a raccontarsi a chiunque abbia voglia di vedere ed ascoltare. Questa piccola ricognizione tra le chiese romane vuole evidenziare ciò che può riservare alla curiosità uno dei patrimoni più importanti di Roma. Siano esse romaniche, rinascimentali, barocche o neoclassiche, ogni chiesa romana ha una sua particolarità, un’opera che spicca fra tutte le altre o la memoria di un avvenimento che la fa ricordare per sempre. Abbiamo selezionato le chiese più significative dal punto di vista storico ed artistico: di ognuna si traccia sinteticamente la storia, con particolare attenzione alle opere d'arte che vi sono conservate, in modo da stimolarne la scoperta e l’approfondimento a momenti successivi.
Per meglio facilitare l’approccio a questo patrimonio architettonico e sociale, abbiamo seguito la metodologia dell’esposizione a schede e, in considerazione della numerosità delle chiese romane, la loro suddivisione per rione e quartiere, in modo da rendere praticabili le eventuali passeggiate che il lettore volesse intraprendere per visitarle direttamente.

il rione Trevi

Molti pensano che il nome del Rione Trevi derivi dalla presenza della fontana più famosa del mondo, ma non è così: il nome deriva probabilmente dal termine latino trivium, che stava ad indicare la confluenza di tre vie. Sin dal periodo romano la zona era divisa in due parti principali: quella bassa, pianeggiante e vicino al fiume, e quella alta, collinare. La prima era centro di attività cittadine, mentre la seconda era essenzialmente una ricca zona residenziale. Dopo la caduta dell'impero, la zona collinare si andò spopolando in quanto la popolazione tendeva a concentrarsi nella zona a valle, più in prossimità del Tevere. L’evoluzione urbana seguì quella demografica: le costruzioni erano numerose nei pressi del Tevere mentre non si costruì praticamente nulla nella zona collinare fino al periodo rinascimentale. Nel XVII secolo l'urbanizzazione intensa, la costruzione di strade, chiese e fontane favorì un forte incremento di abitanti in tutto il rione Trevi, ma  il suo aspetto rimase essenzialmente inalterato fino alla fine del XIX secolo. Con la progressiva caratterizzazione della zona del Quirinale quale centro decisionale, ospitando dapprima numerosi palazzi rappresentativi del potere pontificio, poi quelli di capitale del Regno d’Italia, la parte collinare del rione, che allora era una zona ricca di viottoli, di chiese e di palazzi monumentali, nel giro di pochi decenni si consumò la trasformazione di uno degli angoli più romantici della città: il rione iniziò a perdere il fascino popolare originario, che si è mantenuto solo in alcune piccole aree intorno a Fontana di Trevi. Troppo poco, forse, per ricordare la Roma del passato, ma ancora sufficiente per avvertirne la straordinaria bellezza.

1 S. Susanna alle Terme di Diocleziano
2 S. Nicola da Tolentino
3 S. Basilio agli Orti Sallustiani
4 S. Andrea degli Scozzesi
5 Ss. Sacramento
6 S. Maria in Via
7 Ss. Claudio e Andrea dei Borgognoni
8 S. Maria in Trivio
9 Ss. Vincenzo e Anastasio a Trevi
10 S. Rita da Cascia alle Vergini
11 Oratorio del Crocifisso
12 S. Marcello al Corso
13 Ss. XII Apostoli
14 Madonna dell’Archetto
15 S. Maria dell’Umiltà
16 S. Croce e S. Bonaventura dei Lucchesi
17 S. Silvestro al Quirinale
18 S. Maria del Carmine alle Tre Cannelle
19 Ss. Nome di Maria al Foro Traiano
20 S. Maria di Loreto

Santa Susanna alle Terme di Diocleziano

Dove si trova

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Da vedere

Via XX Settembre

edificata nel V secolo

Barocco

Affreschi su Santa Susanna di B. Croce

Storia ed Arte

Edificata nel V secolo sul luogo del martirio della Santa, in origine aveva forma basilicale a tre navate, ma fu ricostruita nel 1475 e ridotta ad una sola navata nel 1595 per avere il suo completamento nel 1603 con la realizzazione della facciata di Carlo Maderno. Questa rappresenta un caposaldo nello svolgimento dell'architettura barocca ed è una delle prime di questo tipo. E' a due ordini: il primo comprende il portale e due ricche nicchie a timpano con statue e tabelle riccamente incorniciate; il secondo, a lesene, si raccorda all'ordine inferiore mediante eleganti volute e contiene negli scomparti un grande balcone ed altre due nicchie, con statue di Stefano Maderno. L'interno riccamente decorato, contiene quattro affreschi di Baldassarre Croce che rappresentano "Scene della vita di Santa Susanna martire romana e della Susanna biblica".

San Nicola da Tolentino

Dove si trova

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Da vedere

Salita di S. Nicola da Tolentino

edificata alla fine del XVI sec. e poi ricostruita nel XVII secolo

Barocco

Volte di Pietro da Cortona

Storia ed Arte

Fu eretta nel 1599, ma subito riedificata nel 1654 su progetto di Giovanni Maria Baratta, mentre la facciata fu realizzata da Francesco Buzio nel 1670. La facciata presenta due ordini di colonne e paraste mentre l’interno, a croce latina, ha la volta a botte e la cupola affrescata. L’altare maggiore, così come gli altri altari della chiesa, è opera di Alessandro Algardi. Sopra l’altare, in una nicchia, vi è un gruppo di statue raffiguranti la Visione di San Nicola da Tolentino con la Vergine, S. Agostino e S. Monica. Le volte, dipinte ad affresco sono opera di Pietro da Cortona come pure la cappella Gavotti, con statue di Antonio Raggi ed Ercole Ferrata. In una cappella laterale è riprodotto il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

San Basilio agli Orti Sallustiani

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via degli Orti Sallustiani

tra il 1660 e il 1682

Barocco

Iconostasi

Storia e Arte

Fu fatta costruire quale chiesa dei monaci basiliani di Grottaferrata che la fecero restaurare nel 1682, come si legge nella iscrizione sulla porta d’entrata, unitamente alla costruzione dell’annesso convento. La facciata è a due ordini e l’interno a navata unica. Ai lati sono poste tele settecentesche. Come tutte le chiese di rito greco cattolico, il presbiterio è separato dalla navata mediante una iconostasi ornata di immagini sacre. Sull’altare, è una tela seicentesca raffigurante S. Basilio.

Sant'Andrea degli Scozzesi

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via delle Quattro Fontane

Tra il 1592 e il 1645

Barocco

Affresco della Volta e Altare Maggiore

Storia e Arte

Fu fatta costruire nel 1592 da Clemente VIII e successivamente ricostruita nel 1645 e dedicata a Sant' Andrea degli Scozzesi. Nel 1864 fu oggetto di lavori di ristrutturazione che gli hanno conferito l'aspetto attuale. La chiesa presenta una facciata a capanna a due ordini di lesene con portale incorniciato, sovrastato da un timpano con due delfini e un nastro sul quale è il nome di Sant'Andrea degli Scozzesi. L'interno, ad una sola navata coperta da una volta a botte, presenta al centro un affresco della fine del secolo XVI raffigurante "Sant'Andrea in Gloria". All’altare maggiore vi è una tela raffigurante il Martirio di Sant’Andrea della scuola del Borgognone.

Santissimo Sacramento

Dove si trova

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Da vedere

Via del Tritone

Tra il 1576 e il 1596

Barocco

Affreschi del XIX secolo

Storia e Arte

Eretta tra il 1576 e il 1596 per la Confraternita del Ss. Sacramento della vicina Chiesa di Santa Maria in Via, fu restaurata da Carlo Rinaldi nel 1681 ma poi completamente riedificata nel 1727. L’interno della chiesa è ad un’unica navata; conserva affreschi ottocenteschi di Luigi Martinori, conseguenza dei restauri operati tra il 1865 e il 1867; all’altare maggiore vi è un dipinto di Francesco Trevisani raffigurante la Sacra Famiglia.

Santa Maria in Via

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Largo Chigi

eratta nel XIII secolo, riedificata nel XV e XVI secolo

tardo
rinascimentale

Immagine della Madonna del Pozzo; tele del Cavalier D’Arpino

Storia e Arte

La chiesa è conosciuta per la cappella del Pozzo, fatta erigere nel XIII secolo per accogliere l’immagine della Madonna qui rinvenuta nel 1256. Fu riedificata una prima volta nel 1491 e successivamente nel 1594 da Francesco da Volterra. Nel 1670 Carlo Rainaldi completò la facciata. La denominazione "In Via" deriva dalla vicinanza della via Lata, oggi via del Corso, considerata "La Via" per eccellenza. La facciata presenta due ordini. Il primo apre al centro il portale d’ingresso affiancato da due finestre. L’interno è a navata unica con quattro cappelle per lato. Nella prima a destra si trova la Madonna del Pozzo. Di rilievo, nella cappella dell’Annunciazione, le due tele "Adorazione dei Magi" e "Natività" del Cavalier D’Arpino.

Curiosità

Nel settembre del 1256, un servo del cardinale Pietro Capocci, per sbaglio o deliberatamente, gettò nel pozzo della stalla l'immagine della Madonna dipinta su un mattone di terracotta. Prima che toccasse il fondo, le acque, rigurgitando improvvisamente abbondanti, riportarono in superficie l'immagine della Madonna, che il papa Alessandro IV fece mettere in venerazione in una cappella presso il pozzo da dove era riemersa. Non è mancato chi ha definito S. Maria in Via una piccola Lourdes nel cuore di Roma.

Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Piazza S. Claudio

Costruita nel 1729 su di un preesistente oratorio

Barocco

Cupola

Storia e Arte

Fu costruita nel 1729 su di una preesistente cappella annessa all’ospedale della comunità dei Borgognoni di Roma, su progetto dell’architetto francese Antoine Dérizet. La facciata, a due ordini, ospita le statue dei due santi protettori della chiesa, S.Andrea di Luca Bréton, e S. Claudio di Guglielmo Antonio Grandjacquet, entrambe del 1771. L'interno è a croce greca, con cupola emisferica; nei pennacchi sono raffigurati gli stucchi dei Quattro evangelisti; mentre nei quattro archi su cui appoggia la cupola vi sono stucchi di Angeli, allegorie della Passione, della Speranza e della Fede. Sull'altare maggiore una scultura in bronzo raffigurante il Globo terrestre fa da trono all'esposizione eucaristica all'interno di una raggiera dorata; sopra la raggiera, un affresco di Antonio Bicchierai che raffigura L'Eterno benedicente.

Santa Maria in Trivio

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Piazza dei Crociferi

Eretta nel VI secolo e ricostruita  nel XVI secolo

Rinascimentale

Affreschi con scene del Nuovo Testamento di Antonio Gherardi

Storia e Arte

Fu eretta secondo la tradizione nel VI secolo da Belisario, generale di Giustiniano, come oratorio annesso allo xenodochio (ospedale) e per tale motivo prese la denominazione di Santa Maria in Xenodochio. La chiesa mantenne questo nome fino al XV secolo, quando venne gradualmente sostituito da quello di Santa Maria in Trivio, appellativo attinente agli archi dell’acqua Vergine che alimentava quella che poi sarebbe divenuta la Fontana di Trevi. Fu quindi ricostruita da Jacopo Del Duca a partire dal 1575 sotto Gregorio XIII. La facciata, tripartita da lesene su due ordini di diversa altezza, è ricca di spunti manieristi nell'uso delle decorazioni. L'interno è a navata unica con con abside e otto cappelle laterali, quattro per parte. La volta della chiesa è ricca di stucchi in oro decorati con pitture effettuate nel 1669-1670 da Antonio Gherardi con scene del Nuovo Testamento. Suo è anche il Trionfo della Croce (1669-70) nell'arco trionfale. Sull'altare di una cappella laterale si trova un Crocifisso in legno dipinto, opera veneziana del XIV secolo. L’altare maggiore, in marmi policromi, presenta al centro dell'edicola, entro cornice raggiata, la Vergine col Bambino, tavola della prima metà del XV secolo.

Santi Vincenzo e Anastasio a Trevi

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Piazza di Trevi

iniziata tra il 1640 e il 1650 e terminata nel 1736

barocco

Lapidi delle reliquie dei Papi

Storia e Arte

Di origine medievale e già nominata Sant’Anastasio de Trivio, fu ricostruita da Martino Longhi il Giovane che la realizzò tra il 1644 e il 1650. La ricca facciata barocca è a doppio ordine di colonne corinzie. Dieci colonne nell'ordine inferiore e sei in quello superiore sono tutte separate dal fondo, e a causa della loro abbondanza, la facciata venne comunemente definita "il canneto". Nel frontespizio, sormontato da due timpani arcuati, appare lo stemma del cardinale Mazzarino che fece costruire la chiesa. L’interno si presenta ad una sola navata, con tre cappelle per lato. All’altare maggiore un dipinto di Francesco Pascucci con il Martirio dei Santi Vincenzo e Anastasio. Nella chiesa fu sepolto il famoso incisore trasteverino Bartolomeo Pinelli, vissuto dal  1781 al 1835.

Curiosità

Nella chiesa si conservavano, in appositi contenitori, i precordi dei papi, ossia le parti decomponibili che venivano asportate nel corso della imbalsamazione cui erano sottoposti i pontefici a partire da Sisto V (1590) fino a Leone XIII (1903). Per questo la chiesa fu definita dal Belli “un museo de corate e de ciorcelli"

Santa Rita da Cascia alle Vergini

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

via delle Vergini

tra il 1615 e il 1689

Barocco

Affresco della cupola

Storia e Arte

Fu costruita nel 1615 col titolo di Santa Maria delle Vergini sul luogo di una preesistente chiesa dallo stesso nome ma venne ben presto ricostruita (1634-1636) sotto la direzione dell’architetto Domenico Castelli. La chiesa fu confiscata nel 1870 dallo Stato italiano e sconsacrata. Nel 1904, quando la Chiesa di S. Rita da Cascia in Campitelli fu smontata per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, la chiesa fu riconsacrata e dedicato a Santa Rita da Cascia. La facciata, del 1681, è attribuita a Mattia de Rossi, mentre il campanile fu aggiunto nel 1689. L'interno della chiesa si presenta a croce greca, con decorazione di epoca barocca; l’affresco della cupola raffigurante la Gloria del paradiso è attribuito a Michelangelo Ricciolini.

Oratorio del Crocifisso

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Piazza dell’Oratorio

Costruito nel 1559

tardo
rinascimentale

Ciclo di affreschi del XVI secolo

Storia e Arte

L’oratorio fu costruito nel 1559 su progetto di Giacomo Della Porta, per ospitare la Confraternita del Santissimo Crocifisso, votata alla devozione del crocifisso ligneo del Quattrocento divenuto oggetto di venerazione quando nel 1519, scampò all’incendio che distrusse la Chiesa di S. Marcello al Corso. La facciata è a due ordini: in quello inferiore apre un portale architravato circondato da due nicchie vuote. Nell’ordine superiore è posta una grande lapide a ricordo del cardinale Farnese che contribuì alla costruzione dell’oratorio. L’interno, a navata unica, presenta le pareti affrescate con storie della Croce, opere dei maggiori pittori manieristi operanti a Roma alla fine del XVI secolo: Giovanni de Vecchi, il Pomarancio, Cesare Nebbia. Sull’altare maggiore è posta una copia del miracoloso crocifisso di San Marcello al Corso.

San Marcello al Corso

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Piazza di S. Marcello

nucleo originale del IV secolo,  ricostruita una prima volta nel XII secolo, e poi a partire dal 1519 da Jacopo Sansovino

Tardo Rinascimentale e  Barocco

Crocifisso ligneo; sculture del Raggi e del Cavallini

Storia e Arte

La chiesa è stata uno dei primi luoghi di culto dei cristiani a Roma. Secondo la tradizione, la chiesa prende il suo nome dal papa Marcello I che fu condannato da Massenzio alla servitù. La struttura originaria del IV secolo fu ricostruita una prima volta nel XII secolo, ma fu distrutta da un incendio nel 1519 e fu ricostruita da Jacopo Sansovino con una sola navata e molte cappelle decorate su entrambi i lati. La facciata concava barocca fu aggiunta da Carlo Fontana tra il 1682-86. La navata ospita una tomba in stile veneziano del Sansovino, dedicata al cardinale Giovanni Michiele. La decorazione tardo-barocca è completata dalle sculture di Francesco Cavallini e dal rilievo di Ercole Antonio Raggi. Sono presenti inoltre opere di Alessandro Algardi, Francesco Salviati, Perin del Vaga, Federico Zuccari. Tra i numerosissimi e preziosissimi oggetti di culto che qui si conservano, spicca un Crocifisso ligneo miracoloso, rimasto intatto tra le rovine del suddetto incendio del 1519.

Curiosità

Nella chiesa c'è un Crocifisso del XIV secolo, ritenuto dagli studiosi come il più realistico esemplare di crocifissione di tutta Roma, a tal punto che ha dato origine ad una curiosa diceria: l'anonimo autore, per ritrarre col massimo realismo il trapasso di Gesù, avrebbe ucciso nel sonno un carbonaio. E mentre il poveraccio spirava, avrebbe abbozzato velocemente la figura del morente per poi intagliarla nel legno.

Ss. XII Apostoli

Dove si trova

Realizzazione

Stile

Da vedere

Piazza SS. XII Apostoli

Eretta nel VI secolo, è stata rifatta all'inizio del XVIII secolo

tardo
Barocco

Affreschi del Baciccio, statue del Canova

Storia e Arte

Nasconde, sotto il quasi completo rifacimento operato nel 1702-1708 da Carlo e Francesco Fontana, le origini del secolo IV. Precede la facciata un portico, attribuito a Baccio Pontelli della fine del XV secolo XV. La facciata neoclassica, eretta nel 1827 su disegno di Giuseppe Valadier, è scandita da lesene e da un finestrone rettangolare nel mezzo. L'interno, ricco di ori e di decorazioni ad affresco e stucco di gusto settecentesco, è a tre navate, divise da pilastri con lesene corinzie binate sulla volta. La volta è decorata da un affresco chiamato "Il trionfo dell'ordine francescano" opera di Baciccio del 1707. Vi sono tre cappelle per lato, ciascuna coperta da cupola, e ricche di decorazioni ed affreschi; significative, tra le altre, alcune sculture di Canova. La cripta sotto l'altare maggiore conserva, oltre alle reliquie degli apostoli Giacomo e Filippo a cui è dedicata la chiesa, anche quelle di diversi martiri ritrovati durante degli scavi. Nel portico della chiesa si trovano alcuni resti della chiesa medievale come tombe e lapidi, ma anche un'aquila romana imperiale del I secolo a.C.

Madonna dell'Archetto

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via di S. Marcello

Realizzata nel 1851

neoclassico

Marmi e soffittoo

Storia e Arte

Viene considerata la più piccola chiesa di Roma. Situata in fondo ad uno stretto vicolo, fu realizzata nel 1851 e la sua costruzione è legata ad un evento miracoloso. Nel 1690 la marchesa Papazzurri fece affiggere sotto l’archetto che dava il nome al vicolo, un’immagine della Vergine; si racconta che nel luglio 1796 avrebbe mosso le pupille, divenendo così oggetto di profonda devozione. Sul luogo fu costruita una piccola edicola, sostituita nel 1859 da una chiesetta, opera di Virginio Vespignani. La cappella è una gemma d’architettura neo classica, ricca di marmi preziosi; l’interno è a croce latina con soffitto a cassettoni di stucco dorato. Sull’altare è posta l’immagine della Madonna Causa Nostrae Letitiae racchiusa in una cornice di legno dorato.

Santa Maria dell’Umiltà

Dove si trova

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Stile

Da vedere

via dell'Umiltà

Iniziata a partire dal 1601

Barocco

Statue di Santi di Antonio Raggi, bassorilievi in stucco di Francesco Cavallini

Storia e Arte

La chiesa risale alla prima metà del XVII secolo ed era annessa ad un convento, destinato in origine alle nobildonne romane cadute in povertà. La facciata fu ricostruita nel 1703 la da Carlo Fontana, ma fu poi rifatta nel 1859 da Andrea Busiri Vici, che la ingoblò nella facciata del convento. L’interno della chiesa è ad un’unica navata, con decorazioni settecentesche di Carlo Fontana. Nelle nicchie delle pareti laterali sono poste le statue di Santi di Antonio Raggi; nelle cappelle laterali bassorilievi in stucco di Francesco Cavallini e nella volta un affresco raffigurante l’Assunzione di Maria di Michelangelo Cerruti.

Santa Croce e San Bonaventura dei Lucchesi

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via dei Lucchesi

Eretta nel 1695, restaurata nel XIX secolo

Barocco

Chiesa medievale nei sotterranei

Storia e Arte

Fu costruita nel 1695, quale chiesa “nazionale” dei Lucchesi, su una preesistente chiesa medievale, San Nicola de Portiis, i cui resti sono visibili nei sotterranei della chiesa attuale, su progetto di Mattia de Rossi. e fu restaurata nel corso dell’Ottocento.  La facciata presenta un solo ordine con un ampio portale affiancato da due corpi più bassi. L’interno, a navata unica e tre cappelle per lato, venne modificato da Virginio Vespignani nella seconda metà del XIX secolo. Il soffitto a cassettoni è decorato da dipinti seicenteschi.

San Silvestro al Quirinale

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via XXIV Maggio

chiesa originaria dell’XI secolo, ricostruita nel XVI secolo.

rinascimentale

tele, statue e affreschi del Domenichino,  Alberti, Cavalier d’Arpino e Algardi

Storia e Arte

Fu costruita tra il IX e l’XI secolo sulle rovine di un tempio di un’antica divinità italica. Nel 1507 fu concessa ai Padri Domenicani; questi ultimi iniziarono nel 1524 l’ampliamento della chiesa e un nuovo convento. Dopo varie vicissitudini, fu ultimata nel 1584. Con la realizzazione della nuova via XXIV Maggio venne ridotta e la facciata ricostruita. La facciata a due ordini di paraste presenta un finto portale d’ingresso sovrastato da ampie svecchiature decorate con stemmi e un grande oculo. L’interno, a navata unica e copertura lignea cinquecentesca, presenta varie cappelle con tele, statue e decori in affresco di artisti quali il Domenichino, Giovanni Alberti, il Cavalier d’Arpino e Alessandro Algardi. Di particolare pregio è la cappella Bandini che si trova in fondo al transetto sinistro.

Curiosità

L’icona della “Madonna della Catena” di scuola romana della prima metà del XIII secolo, raffigura una Madonna allattante il Bambino ed angeli. E’ detta anche della Purità ma la tradizione vuole che la denominazione derivi dalla catena che teneva legato un demente, miracolosamente guarito, lasciata come ex voto.

Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Via delle Tre Cannelle

Eretta tra il 1605 e il 1623

Barocco

Tele del XVIII secolo

Storia e Arte

La Chiesa nasce come oratorio della Confraternita di S. Maria del Carmine sul luogo ove sorgevano alcuni fienili. Iniziata nel 1605, fu consacrata nel 1623 e restaurata nel 1772, dopo che un incendio ne aveva danneggiato la struttura. La facciata di stile barocco è del  1750 su progetto di Angelo Specchi. L’interno è a navata unica con volta a botte. Sull’altare destro è esposta una tela settecentesca dipinta su due facce, probabilmente uno stendardo utilizzato come pala d'altare, ove sul lato anteriore è rappresentata la "Vergine che appare ad Elia", su quello posteriore è raffigurata la "Madonna che consegna lo scapolare a S. Simone Stock, il quale intercede presso di lei per le anime purganti", attribuito a  Sebastiano Conca. Sopra l'altare maggiore è collocata una statua di cartapesta raffigurante la Madonna del Carmelo.

Curiosità

Nella lunetta sovrastante il portone d'ingresso, vi è un affresco, tra l’altro scoperto solo recentemente durante dei restauri, ad imitazione di una scultura in bassorilievo, che crea un effetto particolare nei fedeli che si avvicinavano alla Chiesa. Gli occhi della Madonna, socchiusi, guardano verso il basso e sembrano incontrare sempre, da qualunque angolazione, lo sguardo del fedele che alza gli occhi verso di Lei.

Ss. Nome di Maria al Foro Traiano

Dove si trova

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Stile

Da vedere

Foro Traiano

Eretta nel 1736-1751 e restaurata nel 1858

Barocco

Medaglioni con episodi della vita di Maria,  Tavola "Vergine con Bambino"

Storia e Arte

Le origini risalgono al 1736. Fu edificata sul luogo dove sorgeva la quattrocentesca chiesa di S. Bernardo su progetto dell’architetto francese Antoine Dérizet. A quest’ultimo subentrò nel 1743 Mauro Fontana che con Agostino Masucci curò la decorazione interna della chiesa. La facciata è costituita nella parte inferiore da un basamento di colonne e paraste tra le quali apre il portale d’ingresso. La balaustra che separa i due ordini presenta statue degli evangelisti e dei profeti. All’ordine superiore si erge il tamburo della cupola con paraste che delimitano otto spazi in cui aprono le finestre. L’interno, decorato con marmi policromi, è a pianta circolare con cappelle poste a raggiera. I medaglioni che ornano la cupola sono affrescati con le "Storie della vita di Maria". Sull’altare maggiore è venerata un’immagine della Vergine con Bambino dipinta su legno di scuola romana del XII secolo.

Curiosità

La celebrazione del "Santissimo Nome di Maria" fu introdotta da papa Innocenzo XI in occasione della vittoria sull'Impero ottomano nella battaglia di Vienna, nel 1683. Fu fondata quindi nel 1688  la Congregazione del Santissimo Nome di Maria, che ebbe la sua sede in questa chiesa, costruita appositamente.

Santa Maria di Loreto

Dove si trova

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Stile

Da vedere

piazza della Madonna di Loreto

Iniziata nel 1507, proseguita nel 1522, terminata nel 1576. Restaurata nella seconda metà del XIX secolo

Rinascimentale

Affreschi di Cesare Mariani, Mosaico di Paolo Rossetti, tele del Cavalier D’Arpino, Statue di Angeli di Stefano Maderno e S. Susanna di François Duquesnoy.

Storia e Arte

Nel 1507 venne eretta una piccola chiesa appartenente alla Confraternita dei Fornari, poi, nel 1522 sul luogo fu iniziata la costruzione di una nuova chiesa da Antonio da Sangallo il Giovane e consacrata nel 1534. in una seconda fase, sotto la direzione di Jacopo Del Duca, tra il 1573 e il 1576, furono completati i fianchi, venne costruitala cupola e il campanile. Tra il 1867 e il 1873 furono effettuati lavori di restauro nel corso dei quali venne ricostruita la sagrestia. Sul timpano del portale si trova un gruppo marmoreo scolpito da Andrea Sansovino che raffigura la Vergine col Bambino e la casa di Loreto. La parte superiore è composta da una cupola ottagonale sovrastata da una lanterna. L’interno è a pianta ottagonale con quattro cappelle sui lati. Sull’altare maggiore è posizionata l’icona della Madonna del Loreto, venerata fin dal XVI secolo, tradotta nella Chiesa ad essa dedicata per poi essere incoronata da Pio VII nel 1660. La chiesa conserva inoltre molteplici opere del XVII secolo tra cui due tele del Cavalier D’Arpino, “Transito" e "Natività della Vergine", e decorazioni scultoree tra cui due Angeli di Stefano Maderno, la S. Cecilia di Giuliano Finelli e S. Susanna di François Duquesnoy.

Bibliografia
C. Rendina – Le chiese di Roma – Newton & Compton Editori – 2004
L. Pratesi – Il Rione Trevi - Newton & Compton Editori – 2008
LaboratorioRoma.it – Scopri Roma – Le Chiese – 2011
Wikipedia.it – Le chiese del Rione Trevi – 2016
Ministero degli Interni – Fondo edificio per il Culto – Le Chiese – 2012
Touring Club – Chiese di Roma – 2012
Roma Sacra – Guida alle Chiese della Città eterna - Elio De Rosa editore – numeri vari
Comune di Roma – 060608 – Luoghi di Culto di interesse storico-artistico - 2016

Sergio Natalizia - 2014-2016

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