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Le tre età della donna

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le tre età della donna - (1901) -  Gustav Klimt
Galleria Nazionale di Arte Moderna

Il dipinto, olio su tela di cm. 180 x 180, è una delle poche opere presenti in Italia di Gustav Klimt. Nel 1911, nell'ambito delle celebrazioni per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, fu organizzata una mostra internazionale e in quest'occasione "Le tre età della donna" di Klimt fu acquistato dallo Stato Italiano, che la destinò alla Galleria d'Arte Moderna romana, da poco istituita. Si tratta di un'opera della maturità di Klimt che qui rappresenta un tema che ricorre spesso nei suoi quadri ed a lui molto caro: la precarietà della vita e della bellezza. E’ un’allegoria della vita, nella quale c’è la nascita, la fanciullezza, la maternità, la vecchiaia e la morte. Il gesto dell’anziana che si copre gli occhi è molto drammatico e rappresenta l'impotenza di fronte a quello che riserva il futuro: essa simboleggia quindi il tempo che scorre inesorabile e la morte che minaccia l’uomo. La giovane madre invece si offre frontalmente alla visione, in contrasto con l'altra figura: il nudo risulta piatto nel rilievo e luminoso nella colorazione quasi ad evocare una dimensione sacra, una allusione alla maternità della Madonna a cui sembra riferirsi anche il coronamento di fiori collocato sulla testa; un serpente stilizzato, mimetizzato con il drappo trasparente avvolto intorno alle gambe, indica il pericolo del male, incombente in ogni momento della vita. La bimba, infine, assorbita totalmente nella figura materna, è ritratta di tre quarti con il corpo paffuto e arrotondato, abbandonata in un sonno profondo, come immersa nei suoi sogni.

Gustav Klimt

Gustav Klimt, il primo e più prestigioso protagonista del movimento secessionista viennese, nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna, secondo di sette fratelli. Dotato di una naturale predisposizione al disegno, a 14 anni Gustav Klimt entrò alla Scuola d'arte e mestieri di Vienna e insieme al fratello ed un amico, diede vita alla prima società artistica, procurandosi commissioni per decorare edifici pubblici. Il gruppo, ottenuto il diploma nel 1883, fondò la Società di artisti (Künstlerkompanie) e decorò il Soffitto della scalinata del Burgtheater (1886-88). Nel 1888 Klimt ricevette importanti riconoscimenti dall’imperatore Francesco Giuseppe e dalle università di Monaco e Vienna. Nel 1897 nacque il movimento artistico della Secessione Viennese di cui fu presidente e massimo rappresentante. Tra i suoi massimi capolavori va ricordato il Soffitto dell’aula magna dell’Università di Vienna, dedicato a Filosofia, Medicina e Giurisprudenza (1894-1900), che generarono molte polemiche tra i committenti, ma che gli valsero anche la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Klimt nei suoi primi lavori si era posto in un filone di eclettismo storicistico tipico di una certa cultura in cui gli elementi della tradizione, in particolare rinascimentale, venivano ampiamente rivisitati e riutilizzati. La svolta che portò Klimt al suo inconfondibile stile avvenne con il quadro «Giuditta (I)» del 1901. Da questo momento il suo stile si fa decisamente bidimensionale, con l’accentuazione del linearismo e delle aree pittoriche vivacemente decorate. Due viaggi compiuti a Ravenna nel 1903 diedero a Klimt ulteriori stimoli: da quel momento l’oro, già presente in alcune opere precedenti, acquista una valenza espressiva maggiore, fornendo la trama coloristica principale dei suoi quadri. Dopo il 1909, a seguito di un periodo di crisi esistenziale ed artistica, il suo stile conobbe una nuova fase: scomparsi gli ori e le eleganti linee liberty, nei suoi quadri diviene protagonista il colore acceso e vivace. La sua attività si interruppe nel 1918, con la sua morte a cinquantasei anni.

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