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Madonna col Bambino (B. Cavarozzi)

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Madonna col Bambino - (1624-25) -  Bartolomeo Cavarozzi
Galleria Spada

Il dipinto, un olio su tela di cm 110x145, raffigura una Madonna con Bambino rappresentata senza alcun tipo di idealizzazione o di simbologie. La Madonna con in braccio il Bambino viene inserita in un ambiente interno; lo sfondo scuro alla maniera caravaggesca esalta la naturalezza delle due figure. I personaggi sono rappresentati in primo piano con lo sguardo fisso verso lo spettatore e illuminati da un fascio di luce proveniente dall’angolo superiore sinistro. I panneggi della Vergine sono resi nei minimi particolari conferendo volume alla figura.

Bartolomo Cavarossi (Viterbo 1590-Roma 1625)

Bartolomeo Cavarozzi nasce a Viterbo attorno al 1590. Si trasferisce a Roma giovanissimo per apprendere il mestiere dal conterraneo Tarquinio Ligustri da cui viene introdotto in casa dei marchesi Crescenzi; di qui deriva anche il nome di Bartolomeo de’ Crescenzi con cui spesso viene nominato. In questo primo periodo Cavarozzi dipinse, oltre a una serie di quadri per i Crescenzi, una pala con S. Carlo Borromeo, per l’altare della terza cappella a destra di S. Andrea della Valle, andata perduta, e una S. Orsola e le sue compagne, per la scomparsa chiesa di S. Orsola a piazza del Popolo e oggi in S. Marco.
Nel 1617 Cavarozzi accompagna il suo protettore in Spagna e qui ebbe  molte commissioni per le sue opere: alcune di queste si trovano tuttora in terra iberica, soprattutto nel museo del Prado di Madrid. Lo stile pittorico del Cavarozzi si caratterizza per il forte ascendente caravaggesco, a tal punto che alcune attribuzioni di opere sono contese tra i due. Tra le sue opere sono da ricordare il S. Girolamo scrivente (Firenze, Galleria Palatina), lo Sposalizio mistico di S. Caterina (Madrid, Museo del Prado), la Sacra Famiglia (Torino, Pinacoteca Albertina), la Vergine con il Bambino (Roma, Galleria Spada), una Visitazione per la cappella del municipio di Viterbo, la Madonna col Bambino oggi al Museo del Colle del Duomo di Viterbo, il S. Isidoro Agricoltore in S. Angelo in Spatha sempre a Viterbo. Tornato a Roma, forse dopo una breve permanenza a Napoli, muore precocemente il 21 settembre 1625.

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