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Madonna col Bambino

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Madonna col Bambino - (1610) -  Orazio Gentileschi
Galleria Nazionale di Arte Antica- Galleria Corsini

Il dipinto, un olio su tela di cm 113 x 91, risale al nucleo di opere di proprietà del cardinale Lorenzo Corsini prima dell'elezione al soglio pontificio con il nome di Clemente XII. In un inventario del 1750 è segnalato come opera di Caravaggio e ancora con questa attribuzione è inserito nella quadreria ottocentesca del principe Bartolomeo Corsini. È stato Roberto Longhi il primo ad avanzare il nome di Orazio Gentileschi quale autore dell'opera, nota anche come Madonna dello svezzamento. Essa rappresenta un episodio molto intimo: il bambino cerca il seno della madre e questa ne accarezza teneramente una gamba, riconducendo la scena sacra in un contesto di vita quotidiana. Tra i due protagonisti si instaura un dialogo silenzioso fatto di sguardi intensi e di gesti lenti. Il volto della Madonna e la gamma cromatica, modulata sul contrasto tra le tinte fredde della veste della Vergine e le tinte calde  della veste del bambino e degli incarnati, rivelano caratteri tipici dell'artista pisano. La dolcezza della pennellata, così come il linearismo di matrice toscana, portano a datare la tela entro il 1610, nell'ambito del soggiorno romano del pittore. L'adesione al caravaggismo è evidente nella rappresentazione naturalistica e domestica della scena.

Orazio Gentileschi (detto Lomi)

Nacque nel 1563 a Pisa da famiglia fiorentina; il padre, Giovanni Battista Lomi, era orafo. Nel 1576 si trasferì a Roma presso uno zio materno Gentileschi, di cui adottò il cognome. Il lungo periodo di esordio appare improntato a un tardo Manierismo. Intorno all'inzio del secolo entrò in contatto con Caravaggio: dell’iniziale formazione toscana conservò la luce morbida e sotto la spinta della luminosità caravaggesca nascono in questo periodo opere come i San Francesco e l'Angelo del museo del Prado e della Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma, e i David e Golia della National Gallery di Dublino e della Galleria Spada a Roma. Probabilmente in seguito a disavventure familiari, nel 1612 si trasferì nelle Marche: tra il 1613 e il 1616 sono da collocare gli affreschi nella cattedrale di San Venanzo a Fabriano. Nel 1621 fu invitato a lavorare a Genova da Giovanni Antonio Sauli, per il quale realizzò alcune tele. Nel 1624 partì alla volta di Parigi su invito di Maria de' Medici, dove rimase fino al 1626, da dove si spostò in Inghilterra alla corte di Carlo I dove morì nel 1639.

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