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La palude di Torre Flavia

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La Palude di Torre Flavia
Il monumento naturale della palude di Torre Flavia è una zona umida tra le poche rimaste tra quelle che in passato caratterizzavano il litorale tirrenico. Si trova nel territorio dei comuni di Ladispoli e Cerveteri, dove oltre un cordone di dune fino alla spiaggia si estendono specchi d'acqua, circondati dal canneto. L’area prende il nome dai resti di un’antica torre cinquecentesca, edificata allo scopo di avvistare le incursioni dei pirati saraceni.
Nei pressi della torre sono visibili, con la bassa marea, i resti di muri romani, probabilmente appartenuti ad una villa poi sommersa dall’acqua. La torre venne bombardata durante la seconda guerra mondiale ed in seguito alla continua erosione costiera, è rimasta per lungo tempo isolata, tanto da apparire come un suggestivo rudere che emergeva dall’acqua a circa ottanta metri dalla costa. Dall’inizio degli anni duemila sono stati intrapresi alcuni lavori culminati con la costruzione di un molo artificiale che ha nuovamente collegato alla costa i ruderi dell’antica Torre Flavia, proteggendola dall’azione marina.
La palude è riconosciuta come monumento naturale e dichiarata zona speciale protetta. Il territorio si presenta come un susseguirsi di piccole depressioni che stagionalmente si riempiono d’acqua, grazie all’affioramento della falda costiera sottostante, all’apporto delle acque dolci dell’entroterra e delle piogge invernali. Il variare della salinità dell’acqua ha generato una vegetazione tipica delle zone salmastre, mentre l’area più interna, paludosa per buona parte dell’anno, è coperta in gran parte dalla cannuccia di palude. Grazie alla sua posizione, l'area protetta offre rifugio a numerose specie di uccelli durante le stagioni migratorie.
© Sergio Natalizia - maggio 2021
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