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Borgo di Ostia Antica

Percorsi

il Borgo di Ostia Antica

Passeggiare nel Borgo di Ostia Antica è come entrare in un’altra dimensione temporale. L'imponenza del castello di Giulio II fa da contraltare alla semplicità della cattedrale di S. Aurea che rende la piazza della Rocca un angolo unico, così come attraenti e pieni di fascino appaiono i vicoli che proiettano il visitatore indietro nel tempo invitando a ricordare o scoprire la storia di questo luogo.
Il Borgo è caratterizzato da testimonianze culturali che dal periodo classico giungono fino all'epoca moderna. Ai primi secoli dell'impero sono riconducibili gli epigrafi, sarcofagi e monumenti che indicano l'uso sepolcrale dell'area. La continuità nell'uso sepolcrale è accertata per il IV e V secolo, quando fu dedicata a Sant'Aurea, martirizzata nel 270 d.C. sotto Claudio il Gotico, una basilica cimiteriale, parzialmente conservata al di sotto dell'attuale chiesa rinascimentale. Nella piccola chiesa fu collocato anche un frammento di lapide sepolcrale pertinente alla tomba di Santa Monica, madre di Sant'Agostino. Ripetutamente restaurata nell'alto medioevo la basilica divenne, nel IX secolo, il nucleo intorno a cui Gregorio IV raccolse l'esigua popolazione ostiense minacciata dalle scorrerie saracene. Il nuovo centro, denominato Gregoriopoli, era difeso da mura e munito di fossato e, nel tempo, prese una fisionomia sempre più urbana per divenire, infine, centro fortificato. Infatti, agli inizi del XV secolo, papa Martino V fece costruire a guardia del Tevere una torre rotonda circondata da un fossato. Il sito rivestiva un ruolo di primaria importanza nel sistema di controllo dei traffici doganali per la presenza delle saline il cui monopolio era detenuto proprio dalla Curia. Per conservare intorno al presidio doganale l’abitato continuamente spopolato a causa del clima malarico, vennero migliorate le condizioni residenziali con la costruzione di tre file di case a schiera.
Tra il 1483 e il 1487 durante il pontificato di Sisto IV, il cardinale Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio Il, fece costruire il Castello dall'architetto fiorentino Baccio Pontelli. Il complesso architettonico è costituito da un sistema perimetrale di casematte che raccordano tre torrioni, il principale dei quali ingloba la precedente torre voluta da papa Martino V. Attorno alla metà del XVI secolo due eventi segnano il declino del castello: l'assedio del duca d'Alba nel 1556, durante la cosiddetta Guerra del sale tra Spagna e Francia, causò gravi danni alla struttura, e una eccezionale esondazione del Tevere nel 1557 che ebbe come conseguenza lo spostamento del corso del fiume verso settentrione, lasciando a secco anche il fossato che circondava la cinta muraria. Le mutate condizioni territoriali, unitamente ai danni subiti dal sistema difensivo, determinarono la decadenza della Rocca di Giulio II che cadde in rovina, fino ad essere usato come fienile e come ricovero per animali dai pochi pastori della zona, ormai completamente invasa da acquitrini.
Nei secoli successivi l'autorità pontificia intervenne con opere di ordinaria manutenzione fino al 1736 quando Pio VI, nell'ambito di un vasto piano di bonifica finalizzato allo sfruttamento delle saline, restaurò i danni che il castello aveva subito nel corso dell'occupazione spagnola. Nel corso del XIX secolo la sistematica attività di scavo nella città romana determinò, prima sotto Pio VII e poi sotto Pio IX, lavori di adeguamento all'edificio che divenne alloggio dei forzati utilizzati come manodopera negli scavi di Ostia Antica. Il borgo e il castello furono restaurati lungo tutto il ‘900 e oggi costituiscono, assieme ai limitrofi scavi di Ostia Antica, un’interessantissima zona da visitare.

Sergio Natalizia - 2015

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