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il palazzo della Civiltà Italiana

Punti di vista

il Palazzo della Civiltà Italiana

Il Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR, conosciuto anche come Palazzo della Civiltà del Lavoro o "Colosseo quadrato", è sicuramente uno dei monumenti più discussi,  ma anche tra i più familiari e conosciuti della Roma moderna. Se da un lato la sua difficile identità funzionale lo ha reso sempre un oggetto misterioso e spesso inutilizzato, al contrario la sua figura così perfetta ed inequivocabile ha trasformato il Palazzo nel monumento simbolo di un quartiere e forse di un preciso periodo storico. Il nome dell'edificio, progettato da Giovanni Guerrini, Ernesto La Padula, Mario Romano, previsto per l'Esposizione Universale Romana (1942) era "Mostra della Civiltà Romana”. Venne realizzato a partire dal 1938, fu inaugurato una prima volta nel 1940, anche se l’edificio doveva ancore essere completato. I lavori di edificazione si interruppero nel 1943, a causa della guerra, e ripresero soltanto nel 1951.
La solennità dell’opera è data dalla “semplicità” dell'edificio, realizzato in cemento armato e ricoperto da lastre di travertino, l’edificio appare come un parallelepipedo di 51x68 metri a quattro facce uguali, costituito da otto piani e contraddistinto in facciata da una sequenza di 54 archi per facciata e in ragione di ciò è stato ribattezzato anche Colosseo quadrato. La posizione sulla quota più alta del quartiere e i 68 metri di altezza conferiscono all'edificio una visibilità di spicco da qualsiasi parte della città. Ai lati delle due monumentali scalinate contrapposte sono collocate due coppie scultoree in travertino rappresentanti i Dioscuri,di Publio Morbiducci e Alberto Felci. Le altre 28 statue in marmo, alte 3,40 metri,  alloggiate sotto le arcate del primo sono raffigurazioni allegoriche delle diverse arti ed attività umane per esaltare i valori del genio italiano. In alto la scritta: "Un popolo di poeti di artisti di eroi, di santi di pensatori di scienziati, di navigatori, di trasmigratori".
Il Palazzo è oggetto di un intervento di restauro monumentale che ha interessato sia la parte esterna dell’edificio, come pure un adeguamento e riqualificazione degli spazi interni. Ultimati i lavori di allestimento in corso, ospiterà  il quartier generale della maison Fendi e, al suo interno, anche uno spazio espositivo dedicato al Made in Italy.

Sergio Natalizia - 2015

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