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S. Lorenzo in Lucina

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S. Lorenzo in Lucina
Situata nell'omonima piazza, questa basilica, una delle chiese più antiche di Roma, fu costruita nel IV secolo sulla casa di una matrona romana, dove i primi cristiani convertiti si incontrarono per pregare.
chiese di Roma
la storia
La basilica sorge sul luogo del martirio del santo, morto durante le persecuzioni di Valeriano nel 258 d.C.
La prima chiesa paleocristiana fu realizzata da papa Sisto III (V secolo): fu edificata al di sopra di  una domus, probabilmente di proprietà di una matrona romana di nome Lucina, che aveva messo a disposizione nella sua abitazione degli spazi adibiti a luogo d’incontro dei primi cristiani, vale a dire un’ecclesia domestica, già esistente nel 366, data in cui è menzionata (in Lucinae) come il luogo in cui Damaso fu eletto papa in quell’anno.
Lavori di restauro furono eseguiti nei secoli VII, VIII e IX, ma la chiesa era continuamente interessata da disastrose inondazioni del Tevere che ne danneggiavano pesantemente la struttura. Fu quindi totalmente ricostruita sotto Pasquale II nel 1130 e intorno alla metà del Seicento, la basilica fu completamente ristrutturata: il pavimento venne rialzato per evitare le alluvioni del Tevere e le navate laterali dell’antica basilica furono trasformate in cappelle gentilizie dall’architetto e scultore Cosimo Fanzago. Altri interventi di restauro sono intervenuti nell’Ottocento ad opera di Andrea Busiri Vici. Scavi effettuati negli anni ottanta del XX secolo hanno riportato alla luce strati costruttivi di diversi periodi dell’età imperiale e sono poi state ritrovate strutture relative alla primitiva basilica paleocristiana e al rifacimento del XII secolo (un pavimento cosmatesco).
gli esterni
La basilica presenta una facciata a capanna, aperta al centro da un grande oculo e due finestre rettangolari, preceduta da un portico (nartece) architravato, con sei colonne di granito con capitelli ionici e pilastri angolari corinzi, che accoglie frammenti marmorei e alcune iscrizioni risalenti al XII secolo, tra le quali l'epigrafe commemorativa datata del 25 maggio 1130 che si riferisce alla consacrazione della chiesa da parte dell'antipapa Anacleto II e un'altra che ricorda la consacrazione a opera di papa Celestino III del 26 maggio 1196. A destra della chiesa s'innalza il campanile, a base quadrata, che insiste sulla prima campata della navata destra, articolato in cinque ordini: i primi due hanno bifore a pilastro, mentre i rimanenti tre presentano doppie bifore su colonnine marmoree e capitelli a stampella. La struttura in laterizi è decorata con dischi di porfido e scodelle in maiolica verde. La cella campanaria ospita due campane, una del 1606 e l'altra del 1759.
gli interni
L'interno della basilica, in origine a tre navate, attualmente si presenta a unica navata con cinque cappelle sul lato sinistro e quattro sul destro, poiché lo spazio della quinta è occupato dalle fondamenta del campanile. Il soffitto a cassettoni con rosette presenta al centro un dipinto di Roberto Bompiani raffigurante l’Ascensione di Gesù Cristo fra S. Lorenzo, S. Damaso, S. Lucina e S. Francesco Caracciolo (1857 - 1858).
Lungo le pareti della navata è posto un ciclo di dipinti murali con Storie della vita di S. Lorenzo (1860), affreschi di Roberto Bompiani e tra la terza e quarta cappella, un Pulpito (metà del XVII secolo), in marmo di Cosimo Fanzago. Al terzo pilastro destro, si trova il Monumento funebre di Nicolas Poussin (1829-1830), in marmo di Paul Lemoyne e Louis Desprez: l'opera venne commissionata dallo scrittore e diplomatico François-René de Chateaubriand, all'epoca ambasciatore di Francia presso lo Stato pontificio.
Lungo il lato destro si aprono quattro cappelle:
nella prima cappella, dedicata a S. Lorenzo, si conserva sull’altare una tela con S. Lorenzo in gloria e S. Lucina, attribuita a Sigismondo Rosa (XVIII secolo). Sotto l’altare, in un reliquiario è racchiusa la graticola sulla quale S. Lorenzo avrebbe subito il martirio.
Nella cappella seguente, dedicata a S. Antonio da Padova, progettata nel 1663 da Carlo Rainaldi, si conserva la tela “Miracolo di S. Antonio da Padova” di Jan Miel (XVII secolo). Quindi si ha la cappella, dedicata a S. Francesco Caracciolo, in cui è custodita una pala d'altare con S. Francesco Caracciolo adorante l'Eucaristia (di Ludovico Stern. Infine si trova la cappella, dedicata all'Annunciazione o Fonseca, in quanto fu progettata nel 1660-1664 da Gian Lorenzo Bernini per Gabriele Fonseca e presenta nella cupola, Angeli in stucco di Gian Lorenzo Bernini e bottega e alle pareti, entro nicchie, quattro busti di defunti della famiglia Fonseca.
Nell'area presbiterale è presente sull'altare maggiore, entro una mostra in marmo nero di Carlo Rainaldi la tela “Gesù Cristo Crocifisso” di Guido Reni (1637-1638), mentre dietro l'altare maggiore, si trovano un Paliotto cosmatesco del XII secolo e la Cattedra di papa Pasquale II (XII secolo), in marmi policromi di spoglio.
Passando sul lato sinistro si trova la cappella di S. Francesco progettata e decorata nel 1624 da Simon Vouet, in cui è presente sull’altare una pala raffigurante la “Morte di S. Giacinta Marescotti (1736 ca.), di Marco Benefial. Segue la cappella dedicata a S. Giuseppe, in cui è presente la tela “Sacra Famiglia con Dio Padre ed angeli” (metà del XVII secolo di Alessandro Turchi. La cappella successiva è dedicata a S. Giovanni Nepomuceno e presenta sull’altare una statua di S. Giovanni Nepomuceno (1732), un marmo di Gaetano Altobelli. Quindi si trova la cappella dedicata a S. Carlo Borromeo, che presenta una pala d'altare con S. Carlo Borromeo porta in processione il Santo Chiodo (1612 - 1619), di Carlo Saraceni., e alle pareti laterali  due dipinti del XVII secolo raffiguranti episodi della vita di  S. Carlo Borromeo. Infine si trova la cappella che funge da battistero, progettata nel 1721 da Giuseppe Sardi, in cui sono collocati una pala d'altare con Battesimo di Gesù Cristo (fine XVII - inizio XVIII secolo), di Giuseppe Nicola Nasini e un Fonte battesimale chiuso da un coperchio architettonico a chiesa.
Sotterranei
Nei sotterranei della basilica si conservano testimonianze architettoniche risalenti al II secolo e gli scavi archeologici condotti sotto la chiesa hanno riportato alla luce, sopra una domus della metà del I secolo a.C., i resti di un'aula in cui si può riconoscere il «titulus Lucinae». In un locale è inoltre visibile un frammento del famoso «horologium Augusti», impianto costruito nel 10 a.C. da Mecenate: su una platea pavimentata con lastre di travertino era disegnato il quadrante, con liste e scritte in bronzo, sul quale un obelisco, ora in piazza di Montecitorio, posto al centro segnava l'ora con l'ombra.
Bibliografia:
Mariano Armellini-Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX-1891;
C. Rendina - Le Chiese di Roma-Newton Compton-2004;
Federico Gizzi- Le Chiese medievali di Roma-Newton Compton-1998;
Maria Elena Bertoldi- San Lorenzo in Lucina, tracce di una storia- 2008;
Ministero deglin Interni-Fondo Edifici per il Culto-San Lorenzo in Lucina

© Sergio Natalizia - 2022
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