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S. Maria Antiqua

Reportage

S. Maria Antiqua, la Cappella Sistina del medioevo

Consacrata alla metà del VI secolo, Santa Maria Antiqua è il più antico e più importante monumento cristiano del Foro Romano.  Frutto della trasformazione di uno dei locali del vestibolo dei Palazzi imperiali sul Palatino, la chiesa conserva sulle sue pareti un patrimonio di pitture unico nel mondo cristiano del periodo dal VI al IX secolo.. Si tratta di testimonianze eccezionali uniche, a Roma e al mondo, per la conoscenza dello sviluppo dell'arte altomedievale e bizantina. Infatti, la quasi totalità del patrimonio pittorico esistente nell’Impero Bizantino, andò distrutto durante l'Iconoclastia, la dottrina e l’azione di coloro che, nell’VIII e IX secolo, avversarono il culto religioso delle immagini sacre.

la storia

La chiesa di Santa Maria Antiqua, situata alle pendici nord-occidentali del Palatino, fu costruita riutilizzando le strutture del palazzo imperiale di Domiziano (81-96), probabilmente un vestibolo monumentale dei palazzi imperiali, ad essi collegato con una rampa coperta tuttora esistente. Consacrata nel corso del VI secolo, Santa Maria Antiqua venne poi, nell'arco di circa tre secoli, decorata con estesi cicli pittorici. L'unico frammento sopravvissuto dell'epoca di fondazione della chiesa fa parte del palinsesto sulla parete a destra dell'abside, dove si sovrappongono sei strati di pittura di diverse epoche. Il primo strato dipinto, che rappresenta una Madonna in Trono adorata da un angelo, risale infatti alla metà del VI secolo, poi, fino alla metà del '700, si aggiunsero, a strati, altre immagini a coprire l'intera chiesa. Estesi frammenti di pittura dello stesso periodo esistono nell’Oratorio dei Quaranta Martiri, un ambiente adiacente che fa parte dello stesso complesso religioso.

La vita di Santa Maria Antiqua, con le sue colonne romane, i suoi pavimenti in marmi colorati, le sue immagini preziose, si interruppe nell' 847. A seguito di un terremoto che produsse effetti devastanti sui resti del Foro romano, la chiesa crollò, venendo abbandonata e rifondata vicino al tempio di Venere e Roma come Santa Maria Nova, ora Santa Francesca Romana e proprio qui fu trasferito il suo dipinto più sacro, la tavola della Madonna del Conforto.  Sui ruderi di Santa Maria Antiqua venne edificata nel XIII secolo una chiesetta che, a sua volta, fu completamente ristrutturata nel 1617 col titolo di Santa Maria Liberatrice. Nel 1702, durante scavi eseguiti nel giardino della chiesa alla ricerca di marmi e colonne antiche, venne ritrovata l’abside dipinta  di Santa Maria Antiqua  ma, passato lo stupore di fronte alla scoperta, e soprattutto mancando i fondi per continuare gli scavi, tutto viene di nuovo sotterrato e nuovamente dimenticato. La sua riscoperta avvenne nel 1900, con gli scavi sistematici avviati nel Foro romano da Giacomo Boni durante i quali fu rinvenuta una lastra marmorea con la dedicazione proprio a Santa Maria Antiqua. Il Boni fece demolire la soprastante chiesa di Santa Maria Liberatrice,  della quale fu trasferito il titolo ad una nuova chiesa edificata nel rione Testaccio, riportò alla luce l’antica chiesa, la protesse con un tetto a capriate e fece restaurare gli affreschi, una raccolta di 250 mq di intonaci decorati sovrapposti, relativi principalmente ai papi Martino I (649-655), Giovanni VII (705-707), Zaccaria (741-752) e Paolo I (757-767). Lo svelamento dei dipinti fu considerato un evento eccezionale per la storia dell'archeologia e dell'arte: da allora Santa Maria Antiqua è stata soggetta a vari interventi di restauro, finalizzati a dare una protezione migliore a quegli straordinari dipinti, anche se le condizioni sempre più precarie portarono alla decisione di distaccare alcuni riquadri e di trasferirli in altri siti.

1  Atrio
2 Presbiterio
3 Abside
4 Cappella di Teodato
5 Cappella dei santi Medici
6 Navata centrale
7 Navata sinistra
8 Navata destra
9 Tempio di Augusto
10 Rampa del Palatino
11 Oratorio dei XL Martiri

Chiusa al pubblico dal 1980 per un complesso intervento architettonico con il restauro delle pitture, la chiesa è tornata ad essere fruibile solo nel marzo 2016. La riapertura è stata accompagnata dalla mostra “Santa Maria Antiqua. Tra Roma e Bisanzio” promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma. In questo contesto sono tornate temporaneamente in Santa Maria Antiqua  l’icona della Madonna del Conforto oggi a Santa Maria Nova, il frammento d’intonaco con sant’Agata attualmente in collezione privata, e quattro dei dieci mosaici dell’ex oratorio di Giovanni VII dell’antica basilica di San Pietro, ora per lo più divisi tra Vaticano e Santa Maria in Cosmedin.

gli interni

La chiesa è di forma basilicale, con piccola abside; è preceduta da un atrio e all'interno è divisa in tre navate con piccole cappelle in fondo alle navate minori. Le sue particolari vicende storiche fanno di questo monumento una testimonianza unica, che ci permette di riconoscere ancora l’originale impianto architettonico e di assaporare l’atmosfera e la semplicità di una chiesa dei primi secoli del Cristianesimo.

sulla sinistra undici Santi e Dottori della chiesa latina: Bacco, Gregorio Magno, Sergio, Sabba; Eutimio, Abundio, Valentino, Alessandro, Leone, Silvestro e Clrmente. Al centro il Cristo e a seguire nove Santi e Dottori della chiesa greca: Giovanni Crisostomo, Gregorio Nazianzeno, Basilio, Pietro Alessandrino, Cirillo, Epifanio, Atanasio, Nicolao ed Erasmo.

la mostra "tra Roma e Bisanzio"

Tra le opere in prestito esposte  nella mostra vi è innanzitutto l’icona della Madonna col bambino (detta anche Madonna del Conforto) oggi nella chiesa di Santa Maria Nova (Santa Francesca Romana), dove era stata spostata dopo l’abbandono dell’antico edificio a seguito del terremoto. L’icona ritorna dove appariva ai fedeli fino al IX secolo. All’ingresso sono allestiti ritratti scolpiti dei regnanti all’epoca della fondazione della chiesa, tra cui il gruppo denominato dell’imperatrice Ariadne e Amalasunta (figlia di Teodorico). A corredo della storia dell’arte visiva altomedievale a Roma, vengono esposti quattro dei mosaici superstiti che decoravano nell’antica San Pietro l’oratorio di papa Giovanni VII (705-707), il pontefice cui si deve il trasferimento dal Laterano sul Palatino dell’episcopio, nella zona soprastante Santa Maria Antiqua, che divenne, con lui, cappella palatina.

La chiesa di Santa Maria Antiqua rappresenta in qualche modo un’eccezione all’interno dell’area archeologica centrale, un brano di architettura medioevale unico e forse per questo rimasto segreto per decenni, a quasi esclusivo appannaggio di studiosi, e pochi altri privilegiati, discosto dai tradizionali percorsi di visita delle antichità romane del Foro. Gli nterventi strutturali, i restauri e le nuove ricerche che ad essi si sono accompagnate, hanno sicuramente determinato una nuova valorizzazione di Santa Maria Antiqua, che ora finalmente si svela allo sguardo dei visitatori come un patrimonio unico non solo tra le mille chiese di Roma ma anche nel panorama storico-artistico italiano.

Bibliografia:
C. Rendina - Le Chiese di Roma;
Sovraintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l'Area Archeologica di Roma-Santa Maria Antiqua;
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio;
Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio - Electa 2016
C. Michelli Giaccone - Il medioevo a Roma e nel Lazio.

Sergio Natalizia - 2016

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