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Villa dei Quintili

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Villa dei Quintili
La Villa dei Quintili era una villa immensa, la più vasta fra tutte quelle del suburbio romano dopo villa Adriana. Era così grande e le rovine così estese, che nei secoli scorsi si pensava che qui fosse esistita addirittura una città, alla quale si dava il nome di "Roma Vecchia". Si tratta invece dei resti della proprietà di due ricchi fratelli, Sesto Quintiliano Condiano e Sesto Quintiliano Valeriano Massimo, da cui il nome di Villa dei Quintili. Si estende tra l’Appia Antica e l’Appia Nuova all’altezza del V miglio della "Regina Viarum". Il complesso era poi stato chiamato fin dal quindicesimo secolo anche "Statuario", a causa delle statue che tornavano alla luce in grande quantità, ma soltanto nel 1828, dopo il ritrovamento di fistule plumbee con scritto: “Quintilii Condianus et Maximus”, fu appurato che il complesso era stata la proprietà dei fratelli Quintilii, appartenenti ad una famiglia senatoria di antica tradizione e vissuti alla fine del II sec. d.C.. I Quintili ricoprirono il consolato nel 151, sotto Antonino Pio, ed ebbero importanti incarichi in Grecia ed Asia sia al tempo di Antonino Pio che di Marco Aurelio. L’imperatore Commodo, avido delle loro proprietà, nel 182 li accusò di aver congiurato contro di lui e li mandò a morte, confiscando così tutti i loro beni, compresa la Villa sull’Appia. Qui l’imperatore amò soggiornare a lungo e fece eseguire numerosi lavori di ampliamento, trasformando la villa in una vera reggia di campagna. La villa conteneva tutto ciò che una città media poteva avere, compresi un ippodromo, fori, fontane e terme". Alla morte di Commodo la struttura passò ai Severi e quindi ai Gordiani. Il complesso rimase poi parzialmente in uso fino al VI secolo, dopo di che andò progressivamente in rovina. Come per tutte le antiche proprietà imperiali, anche questa villa passò nei secoli in proprietà di varie istituzioni ecclesiastiche fino alla fine del Settecento quando divenne proprietà dell'Ospedale del Santissimo Salvatore ad Sancta Santorum (oggi Ospedale di San Giovanni), e nel 1797 fu venduta dal Monte di Pietà, che gestiva i beni dell'Ospedale, a Giovanni Raimondo Torlonia. Gli scavi di fine XX secolo hanno riportato alla luce anche numerosi materiali, che documentano il lusso e la varietà degli apparati decorativi. Nella ex stalla del casale moderno è allestito l’Antiquarium, che custodisce le preziose sculture provenienti da scavi eseguiti nei primi decenni del '900.
© Sergio Natalizia - 2019
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