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cortili di Roma

Dossier

Cortili di Roma

Roma è la città dei palazzi nobiliari e delle grandi architetture della cristianità. C’è però un aspetto di questi gioielli architettonici che può destare grandi sorprese:  situati all’interno di palazzi celebri, che hanno fatto la storia della città, o che ancora sono sede di importanti istituzioni, vi sono alcuni cortili che possono raccontare tanto il passato della “Città Eterna” come pure dei personaggi che l’hanno animata.  I cortili dei palazzi romani sono uno scrigno di tesori da scoprire: fontane monumentali, antichi fregi e sarcofagi, statue e giardini segreti costituiscono un patrimonio artistico che spesso si tende a trascurare nell’ambito del palazzo nobiliare di cui fanno parte.

Qui presentiamo alcuni dei palazzi più celebri i cui cortili sono agevolmente visitabili; ci sono però molti altri palazzi, residenze private, che racchiudono piccoli cortili-salotti di inestimabile pregio, che è possibile visitare solo in speciali occasioni.
Palazzo Altemps-Riario
epoca: XV e XVI secolo
dove si trova: piazza di Sant’Apollinare, 46 – rione Ponte
Il palazzo fu costruito nel 1477 da Girolamo Riario, nipote di Sisto IV, su edifici precedenti di epoca medievale, comprendenti piccole case a schiera, torri e orti e facenti probabilmente parte di un unico sistema fortificato a difesa dell’ansa del Tevere. Deve il suo nome al cardinale Marco Sittico Altemps che lo acquistò nel 1568 e ne fece la sua dimora romana. Tra il 1577 e il 1595 furono apportati notevoli trasformazioni all’edificio sotto la direzione dei lavori di Martino Longhi il Vecchio; a questi lavori collaborarono molti grandi artisti, tra i quali Giacomo Della Porta, Flaminio Ponzio, Tommaso Schiratti, Girolamo Rainaldi e Onorio Longhi.
Nel 1887 il palazzo divenne proprietà della Santa Sede e, nel 1982, fu acquistato dallo Stato Italiano per destinarlo a una delle sedi del Museo Nazionale Romano, ospitando la collezione Altemps, la collezione Boncompagni Ludovisi, la collezione Mattei, la collezione Del Drago e la raccolta egizia che costituisce una delle più significative testimonianze sulla diffusione dei culti egizi a Roma.
Dal portale si accede al cortile, risultato del lavoro svolto da tre celebri architetti, Antonio da Sangallo il Vecchio, Baldassarre Peruzzi e Martino Longhi il Vecchio che lo terminò nel 1589. E’ disposto su tre ordini, con portici ad arcate aperte sul lato dell’ingresso e su quello opposto, chiuse da finestre sugli altri due. E’ decorato con gli stemmi Altemps e Orsini e adornato da statue del II secolo copie romane da originali greci, facenti già parte delle collezioni Mattei e Altemps,  e da una fontana con mosaici realizzati con sassolini colorati e conchiglie marine.

Palazzo Borghese
epoca: XVI e XVII secolo
dove si trova: largo della Fontanella Borghese, 19 – rione Campo Marzio
Il palazzo, che per la solennità e le grandiose proporzioni è uno dei più sfarzosi di Roma, iniziato nel 1560 su disegno del Vignola, fu completato da Martino Longhi il Vecchio su commissione del cardinale spagnolo Pietro Dezza. Successivamente, nel 1596, fu acquistato dal cardinale Camillo Borghese, divenuto poi papa Paolo , che affidò i lavori di ampliamento del palazzo a Flaminio Ponzio, al quale si deve l'ala su Piazza Borghese, a Carlo Maderno e Carlo Rainaldi. Per la sua forma particolare il palazzo ebbe l'appellativo di "cembalo", per via della sua forma paragonabile a quella di un cembalo, con la parte terminale, affacciata sulla zona un tempo animata dal porto di Ripetta, a forma di "tastiera". E con tale denominazione rientrò nelle cosiddette "quattro meraviglie" di Roma che venivano segnalate fino al secolo scorso. Il portale sul lato lungo, con due colonne doriche sorreggenti un balcone, presenta in alto il grande stemma di famiglia. Un secondo portale, uguale nella struttura al primo, ma senza lo stemma, si apre sul lato della piazza.
Da qui si accede al grande cortile composto da due ordini di arcate sostenute da 96 colonne accoppiate, di cui 82 di granito e le altre di cipollino e granito rosso. Nel fondo, di fronte all'ingresso, si presenta una loggia a due ordini che mette in comunicazione le due ali del palazzo. In cima alla loggia vi sono quattro statue, mentre altre due, di grandi dimensioni, sono sotto le arcate del primo ordine. Dal cortile si accede al ninfeo detto “Bagno di Venere”, con mostre d’acqua, fontane e statue.
Palazzo della Cancelleria
epoca: XV secolo
dove si trova: piazza della Cancelleria. 1 – rione Parione
Il Palazzo della Cancelleria, esempio di architettura rinascimentale a Roma, fu iniziato intorno al 1485 per volere del cardinale Raffaele Riario,  nipote di Sisto IV e titolare della basilica di S. Lorenzo in Damaso. I lavori, a cui secondo il Vasari prese parte il Bramante, comportarono la distruzione della preesistente chiesa, che venne ricostruita ed inglobata nel nuovo edificio e si conclusero, tra il 1511 ed il 1513, sotto il pontificato di Giulio II Della Rovere, il cui stemma araldico è visibile ai lati della facciata insieme a quello di Sisto IV. Poco dopo il suo completamento l’edificio venne confiscato ai Riario per divenire sede della Cancelleria Apostolica e mantiene tutt’ora tale funzione ospitando il Tribunale della Sacra Romana Rota;  in base ai Patti Lateranensi gode dell’extraterritorialità. Il prospetto principale, integralmente rivestito di travertino, si caratterizza per l’accentuato sviluppo orizzontale e per la posizione decentrata dell’ingresso.
Il cortile, realizzato dal Bramante con materiale e colonne provenienti dai ruderi dell’antico Teatro di Pompeo, è su tre ordini, i primi due porticati su colonne mentre il terzo presenta finestre architravate dello stesso tipo presenti sulla facciata del palazzo. Le linee armoniose, l’equilibrio dei volumi e l’eleganza delle decorazioni fanno di questo cortile una tra le più significative manifestazioni architettoniche del Rinascimento.
Palazzo di Firenze
epoca: XVI secolo
dove si trova: piazza di Firenze, 27 – rione Campo Marzio
Il Palazzo di Firenze, tra i più pregevoli del Rinascimento romano, fu costruito per Jacopo Cardelli nel 1516-30; ristrutturato da Giulio III, venne acquistato nel 1561 dai Medici, signori di Firenze, che affidarono a Bartolomeo Ammannati il rifacimento del cortile e della fronte verso il giardino. L’intervento di ristrutturazione architettonica fu accompagnato dalla decorazione di alcuni ambienti, realizzata da Prospero Fontana tra 1553 e 1555. Di particolare rilievo sono gli affreschi della Loggia al pianterreno, tradizionalmente detta del Primaticcio. Altri interventi vengono compiuti nella seconda metà del 1700, periodo in cui il Palazzo viene abitato da pittori e scultori di varia nazionalità che vi aprono i loro studi. Tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 altri architetti disegnano la facciata interna del cortile. Dal 1872 palazzo Firenze diventa residenza del Ministro di Grazia e Giustizia e Culti e in seguito dell’Avvocatura dello Stato. Dal 1926 ospita la Società Dante Alighieri, istituzione atta a tutela e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo.
Il cortile, porticato su tre lati,  presenta, di fronte all'ingresso, un prospetto architettonico a due piani, diviso da quattro lesene, ioniche a piano terra corinzie in quello superiore. Al centro troneggia un portone sormontato da un'architrave sulla quale è posto lo scudo araldico dei Ciocchi Del Monte. Ai lati del portone, due nicchie a conchiglia, sormontate da finestrine quadrate; al piano superiore, in corrispondenza del portone, una serliana con nicchie identiche a quelle sottostanti. Il giardino retrostante, non visitabile, è adorno di statue antiche e di fontane, una vera e propria oasi di verde tra gli antichi palazzi di Campo Marzio.
Palazzo Mattei di Giove
epoca: XVI secolo
dove si trova: via Caetani, 32 – rione Sant’Angelo
 
Palazzo Mattei di Giove, iniziato nel 1598 dall'architetto Carlo Maderno per Asdrubale Mattei, fa parte di un gruppo di cinque palazzi, tutti fatti costruire nello stesso isolato da diversi membri della famiglia nell'arco di 150 anni, nominata "Insula Mattei". Il palazzo, oltre ad essere l'ultimo ad essere stato costruito, è senz'altro il più grandioso:  presenta un duplice ingresso, uno su via dei Funari e l'altro su via Caetani, ha tre piani e facciate di forme tardo cinquecentesche, rifinite da un cornicione ornato con i motivi araldici dei Mattei. Nel palazzo hanno sede la Discoteca di Stato, l'Istituto Storico per l'età Moderna e Contemporanea, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, il Centro di Studi Americani.
Da uno degli ingressi, allineati coi cortili o con lo scalone d'onore, si giunge nel primo cortile, dove si apre, sul lato d'accesso, un elegante loggiato a due ordini sorretto da pilastri dorici. Di fronte si trova invece una terrazza, retta da tre arcate, di cui solo quella centrale aperta, dalla quale, con effetto prospettico, si vede una fontana posta in fondo a un secondo cortile, un tempo tenuto a giardino. Le pareti laterali invece sono interamente coperte da una serie di bassorilievi e vasi antichi, in gran parte provenienti dagli scavi archeologici compiuti nei possedimenti della famiglia Mattei, intervallati da busti di imperatori romani o medaglioni di imperatori bizantini.
Palazzo Odescalchi
epoca: XVII secolo
dove si trova: piazza Santi Apostoli, 81 - rione Trevi
Il nucleo originario del palazzo risale al Quattrocento, quando era la residenza della famiglia Benzoni. Venduto al cardinale Ludovico Ludovisi nel 1622, fu completamente ristrutturato tra il 1620 e il 1623 su progetto del Maderno; passato ai Colonna, fu ceduto nel 1661 al cardinale Flavio Chigi e fu oggetto di una significativa trasformazione ad opera di Gian Lorenzo Bernini.  Nel 1745 l'immobile passò al principe Baldassare Odescalchi e quindi fu ampliato da Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli. La facciata ideata dal Bernini fu a lungo considerata un vero e proprio modello per i prospetti dei palazzi barocchi italiani ed europei.
Il cortile, di proporzioni grandiose, è rettangolare. Al pianterreno presenta un porticato a grandi arcate, delle quali alcune sono chiuse; ogni arco è retto da pilastri e da due colonne  ai lati. Al primo piano si aprono invece delle finestre, inserite in altrettante arcate chiuse, spartite da doppie lesene con eleganti capitelli. Al centro della corte, su un piedistallo quadrato, si erge una statua virile; altre otto statue si trovano disposte ai lati della corte, due per lato. Di fronte all'ingresso su piazza dei SS. Apostoli, in fondo al cortile, si trova una fontana con due delfini e un’aquila entro un calice a conchiglia, sormontata dallo stemma Odescalchi.

Palazzo Orsini Taverna
epoca: XV secolo
dove si trova: via di Monte Giordano, 36 – rione Ponte
Il Palazzo Taverna fu eretto nel XV secolo sulle rovine della fortezza da dove gli Orsini dominavano la zona fino alla riva del Tevere. Successivamente, da fortilizio, il palazzo si trasforma in un insieme di edifici nobili, divisi tra i vari rami della famiglia Orsini, i duchi di Bracciano, i conti di Pitigliano, i signori di Marino e Monterotondo. I membri del ramo principale vi abitarono saltuariamente ma il complesso costituì sempre il punto di riferimento per la politica di “rappresentanza” della famiglia, oltre ad essere residenza di ambasciatori e cardinali. Nel 1688 l’intero complesso passò ai Gabrielli che lo ristrutturarono e ampliarono, acquistando anche le altre case intorno al monte, creando in questo modo un unico grande complesso edilizio. Estinta la famiglia Gabrielli nel XIX secolo, Monte Giordano fu venduto ai conti Taverna, che ne sono tuttora i proprietari. L’insieme di edifici, nel quale si distinguono cinque unità principali, raccolti tra alti muri cinquecenteschi che costituiscono l’originaria struttura del palazzo appartenente aegli Orsini di Bracciano e attribuito a Baldassarre Peruzzi. Le altre unità sono costituite dal palazzo più antico, che prospetta sul vicolo Domizio ed è addossato al precedente; tra i due edifici si apre il grande ingresso a volta, attraverso il quale si accede nel cortile maggiore.
Il cortile maggiore costituisce sicuramente uno tra i più segreti e peculiari angoli di Roma.; di fronte è situata una fontana seicentesca dell’Acqua Paola, costituita da quattro vasche successive e contornata da una esedra di alloro, Subito a destra, in fondo, si trovano costruzioni ottocentesche di stile medioevale e rinascimentale, con la “Torre Augusta” e un grande salone; dal lato opposto è situato il nucleo più antico del complesso e, attraverso un portale rinascimentale architravato, si giunge in un cortiletto che presenta un portico e tre ampie arcate su colonne e una scala esterna che conduce ad una loggia chiusa da ampie finestre..
Palazzo della Sapienza
epoca: XVI secolo
dove si trova: corso Rinascimento, 40 – rione Sant’Eustachio
 
Il nucleo originario del complesso fu realizzato alla fine del quattrocento su progetto di Andrea da Firenze per riunire in un’unica sede le scuole universitarie romane, dislocate nei dintorni del rione Sant’Eustachio. Venne chiamato “Sapienza” nel tardo cinquecento da Sisto V, dopo i lavori definitivi condotti da Giacomo Della Porta che restò alla direzione della fabbrica fino alla fine della sua vita, realizzando un edificio a pianta rettangolare con cortile interno, secondo un modello di scuola brunelleschiana che aveva già avuto attuazione al palazzo della Sapienza di Pisa. Sulla facciata principale è inciso il motto “Il timore di Dio è l’inizio di ogni conoscenza”. Nel prospetto interno dell'edificio, che dà sul cortile, sono poste in apposite nicchie circolari le insegne araldiche di tutti i pontefici che promossero i lavori: il drago Boncompagni (Gregorio XIII), il leone Peretti (Sisto V); il drago e l'aquila Borghese (Paolo V), le api Barberini (Urbano VIII) ed i monti e la stella Chigi (Alessandro VII). Solo nel 1935 l’università di Roma fu trasferita in edifici più moderni, ed ora il Palazzo ospita l’Archivio di Stato di Roma.
Il cortile è sicuramente l’ambiente che colpisce maggiormente l’attenzione in quanto cuore barocco dell’edificio cinquecentesco, su cui affaccia anche la Chiesa di Sant’Ivo, opera di Francesco Borromini. il cortile fu delimitato, sui due lati maggiori e su uno dei minori, da portici e logge e, sul restante lato minore, da una parete ad esedra. Della Porta è riuscito a creare un ambiente unico per armonia e magnificenza e Borromini è riuscito a realizzare nel suo particolare barocco la facciata di S. Ivo che si integra perfettamente con l’ambiente circostante.

Palazzo Spada
epoca: XVI secolo
dove si trova: piazza Capodiferro, 13 - rione Regola
L'edificio fu fatto edificare dal cardinale Girolamo Capodiferro su edifici preesistenti di proprietà della famiglia. I lavori furono eseguiti, a partire dalla fine del 1548, dall'architetto Bartolomeo Baronino. Fu quasi del tutto ultimato nel Giubileo del 1550. Il Palazzo passò nel secolo successivo al cardinale Bernardino Spada che diede inizio ad una serie di lavori che ebbero durata trentennale e che conferirono al Palazzo un nuovo aspetto. Oggi il palazzo ospita la galleria Spada e il Consiglio di Stato.

Dei vari interventi promossi dal Cardinale Spada fu interessato anche il cortile in cui spicca la galleria prospettica di Borromini, con colonne e pavimento che creano una straordinaria illusione ottica. La galleria consiste in un  colonnato dove le pareti convergono, il pavimento sale, il soffitto si inclina, gli intervalli fra i pilastri diminuiscono: il tutto fa apparire la galleria lunga almeno 40 metri quando ne misura solo 8. Oltre alla galleria prospettica il cortile è ricco di stucchi, statue, fregi ed iscrizioni secondo i dettami dello stile tardo rinascimentale che interessa tutto il palazzo.

Palazzo di Venezia
epoca: XV secolo
dove si trova: piazza di S. Marco. 47 – rione Pigna
 
Commissionato dal cardinale Pietro Barbo, futuro papa Paolo II, che vi collocò la sua collezione d’arte, fu costruito tra il 1455 e il 1467 utilizzando anche il travertino del Colosseo e del vicino Teatro di Marcello, su progetto forse di Leon Battista Alberti. Costituisce il primo edificio rinascimentale con cortile centrale, fulcro del palazzo ed elemento di ripartizione degli spazi sul quale si affaccia la scenografia del portico a due ad ordini sovrapposti e archi su pilastri.  Nel 1564 Pio IV ne cedette una parte alla Repubblica di Venezia che vi trasferì l’ambasciata. Dopo il Trattato di Campoformio passò all’Austria che ne fece sede della propria ambasciata fino al 1916. Nel 1929 Mussolini vi fissò la sede del Governo e del Gran Consiglio. Oggi il palazzo ospita il Museo Nazionale di Palazzo Venezia che raccoglie opere artistiche di vario genere realizzate dal XIII al XVIII secolo.
L’originario cortile fu trasformato agli inizi dell’ottocento in giardino, con il Palazzo a far da quinta, i vialetti circondati da aiuole verdi su cui svettano alte palme e magnolie portano fino al centro del cortile dove è collocata la fontana dello scultore Carlo Monaldi, che rappresenta lo sposalizio di Venezia con il mare con la vasca adornata di statue, tra cui il leone di San Marco.

Bibliografia
C. Rendina – I Palazzi storici di Roma – Newton & Compton Editori – 2015

G. Carpaneto - I Palazzi di Roma - Newton & Compton Editori – 2004

L. Pratesi – I Cortili di Roma – Newton & Compton Editori – 2008
A.D.S.I. – Il libretto dei Cortili - annate varie

C. Rendina-D.Paradisi - Le strade di Roma – Newton & Compton Editori – 2004

www.060608.it


Sergio Natalizia - 2018

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