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Villa Adriana

Fuori porta

Villa Adriana

Villa Adriana può essere considerata la regina delle ville imperiali dell'antica Roma. Posizionata nella piana sottostante Tivoli, fu fatta costruire dall'imperatore Adriano, che ne seguì personalmente il progetto. Ispirandosi alla Domus Aurea di Nerone,  volle qui riprodurre i luoghi e gli edifici che più lo avevano colpito nei suoi numerosi viaggi nelle province dell'impero dove era andato per conoscere realtà lontane ed adeguare le strutture dell'impero alle nuove necessità: il Liceo, l'Accademia, il Pritaneo, il Pecile di Atene, il Canopo sul delta del Nilo, la Valle di Tempe in Tessaglia.  Si tratta di una vera e propria città estesa su di un'area di circa 120 ettari, nella quale si concentrano un insieme di costruzioni monumentali, vie, specchi d'acqua, terme, biblioteche, teatri e templi.  Dopo la morte di Adriano, avvenuta nel 138 d.C., la villa continuò a far parte dei beni della Casa Imperiale, ma nei secoli successivi subì un progressivo declino e fu spogliata dei suoi marmi, utilizzati in molti edifici e chiese medievali. Dal XVI al XIX secolo si moltiplicarono gli scavi, anche da parte dei proprietari dei terreni che insistevano sull'area della villa, e gran parte delle opere maggiori ritrovate (ritratti, statue, erme, rilievi, sculture, mosaici) furono disperse per le collezioni private ed i musei di mezza Europa. Con l’unità d'Italia nel 1870,  la villa passò al Demanio statale e iniziarono ad essere intrapresi scavi e restauri, che hanno permesso di riportare alla luce il complesso dell’architettura  degli edifici. Nel 1999  Villa Adriana è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell'umanità e ancora oggi continuano campagne di scavo che non cessano di restituire sempre nuovi reperti capaci di meravigliare il mondo intero.

maggio 2014

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