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piazza S. Maria in Trastevere

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piazza Santa Maria in Trastevere

Se c'è una piazza che si può considerare il cuore del rione Trastevere, è indubbiamente quella di S. Maria. Inserita all’interno di un tessuto urbano tipicamente medievale. Stretta da vicoli,  si mostra a chi vi si immette improvvisamente sfolgorante per la bellezza della basilica e per l’armonia architettonica  della fontana e degli edifici.

La piazza, che si estende tra via della Lungaretta e piazza di San Callisto, si inserisce all'interno di un tessuto viario tipicamente tardo-medievale, anche se deve le sue forme attuali alle trasformazioni intervenute in  epoca barocca. L’area era già edificata in epoca romana: qui infatti sono stati scoperti elementi di ambienti e iscrizioni di epoca repubblicana ed imperiale e fondamenta di case e templi. Vi erano anche tituli o memorie di santi  come quello su cui venne eretta la chiesa di S. Maria in Trastevere che ha dato il nome alla piazza stessa. Questa piazza, come il foro nell'antica Roma, è sempre stata il luogo di ritrovo e di incontro. Qui si affacciava, al lato della chiesa, il quattrocentesco palazzo papale realizzato riadattando edifici medievali da Eugenio IV nel quattrocento, poi modificato nelle forme attuali agli inizi del Seicento.

Nello spazio antistante la chiesa già nell’VIII secolo sorgeva una fontana, poi monumentalizzata nel quattrocento, prima fontana pubblica della città.

L’intervento di papa Giulio II agli inizi del cinquecento amplia ed abbellisce la piazza, ingrandendo il palazzo cardinalizio e restaurando la fontana, che verrà poi spostata al centro della piazza, nella posizione attuale, da Gian Lorenzo Bernini nel 1659. La piazza acquista la fisionomia che ancora conserva con la realizzazione del portico e dalla facciata della chiesa, realizzati nel 1702 da Carlo Fontana. Delimitano la piazza, a destra della basilica, il palazzo della Casa dei Canonici di Santa Maria, a sinistra il palazzo di San Callisto, il Palazzo Cavalieri, edificato nel XVI secolo e il seicentesco palazzo Pizzirani.

la basilica

La piazza prende ovviamente il nome dalla basilica di S. Maria in Trastevere, sicuramente uno dei gioielli medievali di Roma. La chiesa sarebbe sorta sulla Taberna meritoria (un ospizio per soldati feriti), dove, nel 38 a. C., avvenne una miracolosa eruzione di olio: gli ebrei lo interpretarono come una premonizione divina dell’avvento del Messia ed i cristiani provenienti dall’ebraismo rinsaldarono la tradizione: l’olio, segno della misericordia del Signore, annunciava la futura venuta di Gesù Cristo (Cristo in greco significa “unto”). La scritta  “fons olei” (fonte dell’olio), a destra della base del presbiterio, indica il punto dal quale sarebbe sgorgata la fonte miracolosa. Le stesse parole sono incise sullo stemma della chiesa.

Per questo i cristiani chiesero all'imperatore Alessandro Severo (III secolo) di concedere loro la ‘taberna’ per costruirvi sopra la prima chiesa, ricostruita poi nel IV secolo durante il pontificato di Giulio I che la dedicò della Madonna.
Nel IX secolo, per volere di Gregorio IV, fu aggiunta una cripta che conserva ancora le reliquie di alcuni santi. L'aspetto odierno risale al XII secolo, quando Innocenzo II la fece ristrutturare: a questo periodo risalgono, infatti, i mosaici che decorano l'abside, raffiguranti Cristo e Maria in trono circondati dai santi. Del XIII secolo sono invece i mosaici di Pietro Cavallini, situati all'altezza delle finestre,in cui sono raffigurate scene della vita di Maria. Nella cappella Altemps è custodita la Madonna della Clemenza, un'icona a grandezza naturale forse del VII secolo, molto venerata perché considerata "acherotipa" cioè realizzata in modo prodigioso non da mano umana. Era la basilica prediletta dai pellegrini che giungevano a Roma da Ostia in occasione dei giubilei, rispetto a S. Paolo, più difficile da raggiungere soprattutto in epoche segnate da epidemie e calamità. La facciata fu modificata insieme al portico nel 1702 da Carlo Fontana, mentre il campanile è della prima metà del secolo XII ed è stato ristrutturato nel XVII secolo.

la fontana

La fontana che arricchisce la piazza è una delle più antiche fontane pubbliche della città come testimoniato da documenti della fine del XV secolo; fu infatti fatta erigere dal papa Nicolò V in occasione del giubileo del 1450 e nelle epigrafi all'angolo della vasca inferiore se ne apprende la storia. In origine la fontana, prima a vasca quadrata poi ottagonale, era collocata sul lato della piazza opposto alla chiesa, poi nel tempo subì vari rifacimenti: il primo attribuito al Bramante, il secondo a Giovanni Fontana che rifece la vasca di forma ottagonale. Bernini, nel 1659, spostò il monumento al centro della piazza e la innalzò su gradini. Gregorio XIV l’aveva fatta alimentare con l'acqua Felice, ma in seguito alla rottura delle condutture vi fu immessa l'acqua Paola. Sulla vasca ottagonale vi sono gli stemmi di Alessandro VII e quattro grandi conchiglie; al centro da un catino con piedistallo, un getto d’acqua scende nella vasca sottostante.

i palazzi

Casa dei Canonici
A destra della basilica si trova la Casa dei Canonici di S. Maria in Trastevere, fatta edificare da Gregorio IV nell'828 per i canonici della chiesa. Nella casa, come è stato dedotto da numerosi sarcofagi rinvenuti durante i lavori di scavo, esisteva anche un cimitero.  L'edificio ha subito nei secoli numerose modifiche ed è stato completamente ristrutturato nel XVII secolo con tre piani di cinque finestre incorniciate ognuno e poggianti su mensole marcapiano. Al pianterreno apre un portale settecentesco sormontato da un timpano arcuato con due targhe, in una delle quali vi è l'iscrizione "Fons Olei", in riferimento alla fonte già menzionata.

palazzo S. Callisto
A sinistra della basilica si trova il palazzo S.Callisto che la tradizione vuole sorga sul luogo in cui si trovava la casa dove S. Callisto sia stato tenuto prigioniero e abbia subito il martirio. Eretto nel XIV secolo per essere destinato a residenza dei cardinali titolari della basilica, ristrutturato nel XV secolo da Eugenio IV e successivamente ampliato nel XVI secolo inglobando alcune case adiacenti, assunse infine le attuali forme nel XVII secolo e concesso ai benedettini. Restaurato nel 1854 da Pio IX, divenne caserma dello Stato italiano dopo il 1870, per tornare ad essere, nel 1907, proprietà della Santa Sede. La facciata su piazza di Santa Maria in Trastevere, a tre piani, ha  un portale nel cui arco vi è un putto sormontato da un balcone su mensole nelle quali appare una mano che impugna la spada, tipico stemma benedettino di S. Paolo. Sulla porta-finestra con timpano spezzato si nota lo stemma di Pio XI che fece restaurare l'edificio quando il palazzo era ritornato proprietà della Santa Sede.

palazzo Cavalieri
Noto anche col nome di palazzo Leopardi, si trova sul lato sinistro della piazza e la facciata che insiste sulla piazza è caratterizzata da due piani con sopraelevazione con un portale riccamente decorato. Edificato nel cinquecento e appartenente alla famiglia Velli, nel seicento il palazzo passò agli Sciarra; in seguito cambiò altri proprietari fino ad arrivare al rev. Francesco Stracchini e mons. Belisario Cristaldi che ad inizio ottocento vi fondarono la Pia Casa del Rifugio di Santa Maria in Trastevere, per ospitare le donne che una volta terminata la condanna nel carcere di S. Michele, volessero “entrare spontaneamente nella Pia Casa ed ivi vivere lontane da occasioni pericolose e fare penitenza dei loro passati trascorsi”.

palazzo Pizzirani
Costruito nel seicento sull'area precedentemente occupata da cinque case antiche, occupa una posizione di primo piano sulla piazza di S. Maria in Trastevere, proprio di fronte alla chiesa,. Ha finestre quadrate nel mezzanino, e quelle del piano nobile sono entro una cornice sagomata con al centro una testina. Già appartenne ai Cesarini, passò nel Settecento ai Leoni, poi ai Cucurni e nell'Ottocento ai Pizzirani. Ospitò per qualche tempo il Conservatorio della Speranza e Pio detto "delle Pericolanti", fondato nel 1786 da Francesco Cervetti. Questo istituto era tenuto da quattro maestre ed ospitava fino a 42 zitelle di età inferiore ai 18 anni ovvero le fanciulle che vagavano per le strade,  al fine di proteggerle dallo sfruttamento e dalla prostituzione.

una riflessione

Tutti sono concordi che questa piazza sia un salotto che richiama l'atmosfera di una Roma d'altri tempi. Ma anche se continua ad essere meta di nostalgici del colore di Roma, è tuttavia spesso invasa da frequentatori eterogenei che non ne sono attratti dal fascino e dalla bellezza. Troppe volte, al mattino, la piazza, sembra essere stata luogo di ritrovo di tanti maleducati protagonisti della “movida” notturna. Cartacce, bottiglie e immondizie di ogni tipo evidenziano una assoluta mancanza di rispetto per la piazza, per la città, per la sua storia, per la sua cultura. Chi ama questo luogo non può che rammaricarsi di fronte a tanta inciviltà e degrado.

Bibliografia:
C. Rendina, D. Paradisi - Le Strade di Roma;
G. Carpaneto - Piazza S. Maria in Trastevere
G. Carpaneto - Il Rione Trastevere
G. Tesei - Roma nascosta e sconosciuta;
www.LaboratorioRoma.it

Sergio Natalizia - 2016

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