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Villa Farnesina

Racconti > Esperienze
Villa Farnesina alla Lungara
La Villa Farnesina in via della Lungara, a Trastevere, è una delle più nobili e armoniose realizzazioni del Rinascimento italiano. Commissionata da Agostino Chigi a Baldassarre Peruzzi, fu edificata tra il 1506 e il 1512 e affrescata con dipinti ispirati ai miti classici da Raffaello Sanzio, Sebastiano del Piombo, Giovanni da Udine, Giovanni Bazzi detto il Sodoma, Giulio Romano, Giovan Francesco Penni e dallo stesso Peruzzi. La villa alla fine del '500 fu acquistata dal Cardinale Alessandro Farnese, da cui viene il nome di Farnesina, per distinguerla dal Palazzo Farnese, al di là del fiume, al quale, secondo un progetto di Michelangelo, doveva essere collegata mediante un ponte sul Tevere. La villa passò poi all’inizio del settecento ai Borbone di Napoli, poi al Duca di Ripalta che promosse una serie di importanti restauri e, infine, dopo l’unità d’Italia, fu acquistata dallo Stato italiano come sede dell'Accademia d'Italia. Ora è sede di rappresentanza dell'Accademia dei Lincei.
L'ingresso è oggi dalla facciata posteriore (la facciata principale è quella con due avancorpi laterali); ciò che caratterizza la costruzione e la decorazione è lo stretto legame tra il giardino e la villa, come se ciascuno rappresentasse la continuazione ideale dell'altro.
Loggia di Galatea
La Loggia prende il nome dall’affresco “Il trionfo di Galatea”ad opera di Raffaello Sanzio che la dipinse trasportata sull’acqua su di un cocchio formato da una conchiglia trainata da delfini e intorno una festa di tritoni, amorini e nereidi. La loggia fu affrescata da diversi artisti. Baldassarre Peruzzi nel 1511 affrescò sulla volta l’oroscopo di Agostino Chigi e la gigantesca Testa di giovane, mentre Sebastiano del Piombo dipinse le scene mitologiche delle nove lunette con varie scene tratte delle Metamorfosi di Ovidio.
Loggia di Amore e Psiche
La Loggia, situata nel piano terreno, costituiva in origine l'accesso alla villa e serviva da palcoscenico per le feste e le rappresentazioni teatrali organizzate dal proprietario. Prende il nome dalla decorazione ad affresco dipinta nel 1518 sulla volta da artisti della bottega di Raffaello, dove sono raffigurati episodi della favola di Amore e Psiche raccontati da Apuleio nell’Asino d’oro. Al centro due finti arazzi: “Il Concilio degli Dei” e “Le nozze di Amore e Psiche”, culmine simbolico dell’intero ciclo. L’impianto generale dell’affresco e l’ideazione delle singole scene e figure si devono a Raffaello, ma agli affreschi lavorarono numerosi artisti della sua bottega, tra cui Giovan Francesco Penni, Giulio Romano e Giovanni da Udine.
Sala del Fregio
La sala era un locale destinato a sala d’aspetto per gli ospiti ed è così denominata dal fregio che corre in alto lungo le pareti. Ne è autore Baldassarre Peruzzi, che lo affrescò raffigurando le dodici fatiche di Ercole e altre imprese dell’eroe, nonché vari episodi mitologici che si susseguono senza soluzione di continuità.
Saletta Pompeiana
Questa Saletta deve il suo nome alle decorazioni ispirate agli esempi di pitture rinvenute a Pompei e risalgono alle ristrutturazioni degli anni 1861-1863 del Duca di Ripalta, Salvador Bermúdez de Castro. Nel Cinquecento la Saletta pompeiana costituiva il pianerottolo per la rampa di collegamento con le cucine al livello seminterrato mentre nell’Ottocento Salvador Bermúdez de Castro fece rimuovere la scala rendendo l’ambiente un disimpegno.
Sala delle Prospettive
Situata al primo piano, è l’aula dove Agostino Chigi tenne il suo banchetto di nozze. Si tratta di uno dei primi esempi di prospettiva nella pittura e prende il nome dalla decorazione di Baldassarre Peruzzi che affrescò sulle pareti vedute prospettiche aperte con finti colonnati su scorci urbani e campestri. Nelle nicchie sopra le porte e le finestre sono dipinte figure di divinità. Sotto il soffitto a cassettoni corre un fregio con scene mitologiche, pure del Peruzzi e bottega, e sulla parete nord campeggia un grande camino con la fucina di Vulcano.
Sala delle nozze di Alessandro Magno e Roxane
Così denominata dall’affresco principale, la sala era la camera da letto di Agostino Chigi che ne aveva affidato la decorazione a Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Sulla base di un progetto di Raffaello, questi elaborò un ciclo imperniato sulle nozze di Alessandro Magno e Roxane. Fulcro della narrazione è la scena stessa delle nozze, con il condottiero in atto di offrire la corona alla sua sposa la quale, attorniata da amorini, lo attende sul bordo di un letto a baldacchino. Le altre scene mostrano la magnanimità di Alessandro nei confronti della madre, della moglie e delle figlie di re Dario, la doma del cavallo Bucefalo e la fase di una battaglia. Il soffitto a cassettoni è decorato a grottesche e soggetti mitologici.
I giardini della Villa
La villa suburbana di Agostino Chigi costituisce un esempio significativo della cultura rinascimentale e corrispose al gusto del proprietario di possedere una dimora lontana dai clamori della città, immersa nel verde. Nel Cinquecento la Villa era circondata da un viridarium la cui composizione si collegava con le stesse forme architettoniche della villa attraverso i due avancorpi laterali della facciata del fabbricato, con le  decorazioni floreali della Loggia di Amore e Psiche. Le rappresentazioni di piante ornamentali ed esotiche furono realizzate con l’intento di suscitare l’ammirazione del visitatore e per mostrare agli ospiti la magnificenza e la raffinatezza del proprietario Chigi. Oggi rimane solo un piccolo lembo della parte settentrionale del giardino, mentre sul retro della Villa (dove ora è l’ingresso) si accede al “giardino segreto”, separato, per mezzo di un’alta siepe, dal “giardino di rappresentanza”. Quest’ultimo si estende fino a un tratto delle Mura aureliane che costituisce uno dei pochi resti della cinta muraria che sorgeva sulla riva destra del Tevere, il cui lato verso il fiume è andato perduto nei lavori per la costruzione dei muraglioni fine Ottocento.
Bibliografia:
Mirabilia Italiae- La villa Farnesina a Roma
Accademia Nazionale dei Lincei-Villa Farnesina
www.villafarnesina.it - gli affreschi di Raffaello
060608.it-villa Farnesina Chigi
© Sergio Natalizia - 2019
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