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Fontana dell'Acqua Paola

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Fontana Mostra dell'Acqua Paola

via Garibaldi - rione Trastevere
La Fontana dell'Acqua Paola, nota anche come il “Fontanone del Gianicolo”, fu voluta da papa Paolo V Borghese a seguito del ripristino dell’Acquedotto Traiano, da lui stesso promosso nel 1608 e realizzata tra il 1610 e il 1614 come mostra terminale dell’Acquedotto Traiano-Paolo. La costruzione della fontana fu affidata a Giovanni Fontana  e Flaminio Ponzio. E’ costituita da un prospetto architettonico di marmo con tre arcate centrali di uguale dimensione. Nelle ali laterali ci sono due archi più piccoli sormontati da finestre cieche nelle ali laterali. Sull'attico della fontana si trova  l’iscrizione celebrativa nella quale ricorre un errore archeologico: si afferma infatti che furono "restaurati i condotti antichi dell'Acqua Alsietina", anzichè quelli della Traiana. Il gruppo scultoreo alla sommità dell’attico è composto da due angeli che sorreggono lo stemma di Paolo V.

Per la costruzione della fontana fu riutilizzato materiale proveniente dai monumenti del Foro romano, mentre le colonne in granito rosso provenivano dalla basilica costantiniana di San Pietro, allora in corso di ricostruzione.  Ai margini delle parti architettoniche, ci sono motivi ornamentali e l’aquila e il drago, animali simboli araldici della famiglia Borghese. Tra il 1690 e il 1693, per volere di papa Alessandro VIII, l’architetto Carlo Fontana apportò una serie di modifiche, attribuendo al monumento la sua forma attuale. Fu realizzata la grande vasca che ancora oggi si ammira, completamente aperto l'arco centrale e fu creato davanti alla fontana l'attuale piazzale, trasformando il monumento da semplice fontana di facciata in un complesso edificio che rappresenta uno degli esempi più spettacolari di fontana-mostra.

Sergio Natalizia - 2012-2015

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