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il rione S. Eustachio

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il rione S. Eustachio

Dentro un rettangolino che racchiude la superficie di un rione tra i più piccoli di Roma, si possono ritrovare angoli e particolari della città di una volta, acquerelli che indugiano sulla vita dei vicoli o sul cielo dove brulicano le distese infinite delle tegole delle case, interrotte qua e la da campanili e cupole. Il rione Sant’Eustachio è ricco anche di monumenti antichi, perché si passeggia sulle rovine nascoste delle terme di Agrippa, di quelle di Nerone e sul teatro di Pompeo. Il rione sorse praticamente sul disfacimento degli antichi edifici, che fornirono il materiale adatto, e soprattutto economico, per le nuove costruzioni, specie rinascimentali. Il rinascimento ha impresso nel rione caratteri dominanti: nella sua area si trovano palazzi gentilizi di notevole valore, talvolta in contrasto con case invece più modeste, ma nel complesso tra le sue strade, vicoli  e piazzette emerge sempre una certa eleganza e dignità. Sant’Eustachio è il rione che ha dato i natali a Giuseppe Gioachino Belli, nel settecento è stato sede dei fasti dei teatri Argentina e Valle e vi abitarono Gioacchino Rossini e Pier Luigi da Palestrina: un rione insomma, fedele album di famiglia della città. Un personaggio caratteristico e importante del rione è l'Abate Luigi, una delle “statue parlanti” di Roma insieme a Pasquino, Madama Lucrezia, Marforio, il Facchino. Vi è pure il ricordo delle attività di tanti artigiani che hanno dato il nome dei loro mestieri a numerose vie e piazze del rione: via dei Barbieri, dei Falegnami, dei Sediari, dei Canestrari, dei Pianellari, dei Chiavari, dei Chiodaroli, degli Staderari, dei Catinari, dei Caprettari e delle Coppelle. Anche le comunità nazionali ed europee lasciarono la propria impronta con chiese cui sono sempre annessi ospizi per pellegrini, ed ecco gli Spagnoli, i Portoghesi, i Fiamminghi, i Francesi. Altro fulcro del rione sono  “La Sapienza”, l'antica Università Romana fondata da Bonifacio VIII nel 1303, che ebbe qui la sede dal tempo di Eugenio IV fino al 1935, quando fu trasferita nella odierna “Citta Universitaria”, e uno dei centri dell’odierna politica, palazzo Madama, sede del Senato, eretto nel secolo XVI per i Medici e così detto da Madama Margarita d'Austria. Altri ricordi del rione sono sparpagliati qua e la, anche se purtroppo parti importanti del rione sono scomparsi per far posto a largo Arenula, corso Vittorio Emanuele II e Corso del Rinascimento.

Sergio Natalizia - 2015

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