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Lungo il fiume

Punti di vista

lungo il fiume e i suoi ponti

Voler ammirare ad uno ad uno i ponti che fiancheggiano il corso del Tevere, è lo spunto ideale per una passeggiata che permette di scoprire un fiume pieno di storia, un protagonista a volte dimenticato che ha sempre svolto un ruolo di primo piano nella storia di Roma. Ai ponti del Tevere, come al fiume stesso, i Romani attribuivano carattere sacro, tanto che i costruttori di ponti, i Pontifices, avevano funzioni sacerdotali. Tutta la vita dell'antica Roma dipendeva dal fiume, che era la via di comunicazione e la risorsa più importante della città. Vedere Roma dal fiume vuol dire, ancora oggi, rivivere quell'atmosfera lontana e cogliere la dimensione più vera di una città che è nata e si è sviluppata in funzione del suo fiume, e, di un fiume, che vive in simbiosi con la sua città. In questa passeggiata ideale raccontiamo il Tevere e i suoi ponti  secondo l'ordine con cui li si incontra nel territorio del Centro Storico.

Ponte Regina Margherita

Costruito tra il 1886 e il 1891 su progetto di Angelo Vescovali, venne dedicato a Margherita di Savoia, prima Regina d'Italia. Lungo 111 m. e largo 20, ha tre arcate in muratura e congiunge il quartiere Prati con la zona di  piazza del Popolo. Nelle sue immediate vicinanze sorsero i primi due stabilimenti balneari della città: la "Romana Nuotatori" e la "Rari Nantes" e, sempre nei pressi del ponte, era ancorato il galleggiante di uno dei più famosi personaggi della storia recente del fiume, "Er Ciriola", noto esponente dei cosiddetti fiumaroli, frequentatori abituali delle rive del Tevere.

Ponte Cavour

Progettato dall'architetto Angelo Vescovali, fu costruito negli anni tra il 1898 e il 1901 e sostituì la passerella in ferro del ponte di Ripetta, costruita in forma provvisoria nel 1878. E' a cinque archi in muratura, rivestito in travertino, lungo 112 m. e largo 20 e collega il rione Prati a Campo Marzio.  La sua edificazione fu data dalla necessità di collegare la zona dei Prati di Castello, interessata dalla forte espansione di edilizia residenziale di fine ottocento, alla la zona lavorativa del centro città.

Ponte Umberto I

Costruito nel 1895 su progetto di Angelo Vescovali, collega il Palazzo di Giustizia alla zona medievale di Tor di Nona. Lungo 106 m. e largo 20, ha tre arcate in muratura. Inizialmente doveva essere denominato ponte dell'Orso perché nei pressi si trovava l'antico "Albergo dell'Orso", fu poi invece dedicato al re d'Italia Umberto I, che lo inaugurò personalmente..

Ponte Sant'Angelo

Anticamente era denominato Ponte Elio, dal nome dell'imperatore Elio Adriano che lo volle edificare nel 136 d.C. per collegare la città all'ingresso del suo mausoleo, l'attuale Castel Sant'Angelo, affidando l'impresa all'architetto Demetriano. Durante il Medio Evo il nome fu mutato in "Ponte San Pietro" in quanto rappresentava l'unico accesso diretto per giungere alla Basilica Vaticana. Il ponte assunse il nome attuale nel 590, come narra la leggenda, quando Papa Gregorio Magno durante una processione penitenziale, ebbe la visione, dell'angelo che sulla sommità della Mole Adriana rinfoderava la spada a significare che l'ira divina era cessata e, con essa, la pestilenza che affliggeva Roma. Da allora la denominazione "Sant’Angelo" si estese al ponte e al Mausoleo di Adriano, sui cui spalti venne innalzato il famoso angelo a ricordo dell'avvenimento. Venneroi aggiunte dapprima le due statue raffiguranti San Pietro e San Paolo e in seguito le dieci statue di angeli recanti i simboli della passione. E' nel 1882, a seguito di lavori di ristrutturazione  per la costruzione dei muraglioni del Tevere, il ponte fu trasformato fino ad assumere l'aspetto conservato fino ai nostri giorni. Alle tre arcate centrali si aggiunsero quindi due archi simmetrici in sostituzione di quelli minori, per una misura complessiva  135 m. in lunghezza, 9 m. in larghezza..

Ponte Vittorio Emanuele II

Detto comunemente "Ponte Vittorio", fu costruito su progetto dell'architetto Ennio De Rossi del 1886 ed inaugurato nel 1911 in occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell'Unità d'Italia. Mette in collegamento il centro (corso Vittorio) con il rione Borgo nei pressi dell'antico ponte Neroniano e di ponte Sant'Angelo. Ha tre arcate per una lunghezza di 108 m. ed è decorato alle estremità da alti basamenti con Vittorie alate e in corrispondenza dei piloni centrali da gruppi scultorei simbolici che simboleggiano l'Oppressione vinta, l'Unità d'Italia, la Fedeltà allo Statuto e la Libertà.

Ponte Principe Amedeo

Fu costruito negli anni tra il 1939 e il 1942 in sostituzione del Ponte dei Fiorentini,  demolito un anno prima e chiamata "Ponte del Soldo", in quanto occorreva pagare un piccolo pedaggio per poterlo attraversare. Lungo 109 m. e largo 20, il ponte è dedicato al viceré di Etiopia il Principe Amedeo di Savoia Aosta, medaglia al valor militare durante la Seconda Guerra Mondiale. Collega via Aurelia con piazza della Rovere e corso Vittorio Emanuele.

Ponte Mazzini

Denominato in un primo momento Gianicolense, ponte Mazzini unisce il Lungotevere, all'altezza di via Giulia, alla Lungara. Fu progettato dagli ingegneri Viviani e Moretti ed i lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1904 per concludersi nel 1908. Costituito da tre arcate, il ponte è lungo 106 m. e largo 17 m. ed è decorato da fanali in bronzo con teste di arieti e rostri di navi.

Ponte Sisto

Ha quattro arcate in muratura ed è lungo 108 m. e largo 11 e prende il nome da Papa Sisto IV che fu l'artefice del restauro dell'antico ponte Aurelio, di età romana, crollato a causa della piena del 589. La ricostruzione avvenne soprattutto a seguito di un grave incidente verificatosi in occasione del giubileo del 1450, quando una enorme folla dei pellegrini diretti a San Pietro provocò il crollo di ponte Sant’Angelo, causando numerose vittime. Per favorire i flussi verso San Pietro specie nella prospettiva del successivo Giubileo, papa Sisto fece realizzare l'unico ponte costruito a Roma dal medioevo fino al XIX secolo. Ponte Sisto, la cui progettazione è attribuita a Baccio Pontelli, fu realizzato tra il 1473 ed il 1475, e collega i rioni Regola e Parione all'altra riva del fiume, la zona di Trastevere. Oltre che dalla caratteristica struttura a schiena d'asino, Ponte Sisto è caratterizzato dall’"occhialone" di deflusso in mezzo alle arcate, che verrà usato da sempre come strumento idrometrico per indicare il livello delle piene del Tevere. Quando pioveva a lungo, e il fiume s'ingrossava, i romani dicevano: "Guarda l'occhialone de ponte Sisto e datte 'na regolata a che punto sta er fiume: si l'acqua nun c'è arivata, vo' di' che nun straripa".

Ponte Garibaldi

Il ponte, che unisce il rione Regola a Trastevere immediatamente a monte dell'Isola Tiberina, venne costruito nel 1888 in memoria dell'eroe dei due mondi. E' il primo ponte edificato a Roma dopo l'unità d'Italia e della sua costruzione, iniziata nel 1884, venne incaricato l'architetto Vescovali. All'epoca era il terzo per larghezza (121 x 23 m) nella classifica mondiale: lo superavano infatti solo due ponti sulla Senna a Parigi. Tra il 1953 e il 1956 fu sottoposto a un'opera di restauro da parte dell'architetto Giulio Krall e le due campate metalliche originarie furono allargate e ricostruite in cemento armato; la sua struttura è attualmente costituita da due arcate a sesto ribassato.

Ponte Fabricio

Edificato nel 62 a.C. da L. Fabricio, fu il primo ponte ad unire l'isolaTiberina a una delle sponde del Tevere. E' lungo 57 m. e largo 6. Il poeta Orazio che lo ricorda come il luogo da cui spesso si gettavano nel fiume le persone prese da disperazione. Nel Medioevo si attribuì ad esso l’appellativo di "Ponte dei Giudei" per la vicinanza con il Ghetto. L’altro nome con sui si ricorda è quello dei "Quattro Capi" per la presenza di quattro busti in marmo alle quatto estremità.

Ponte Cestio

Il ponte, che collega l'isola Tiberina con Trastevere, deve la sua costruzione a Lucio Cestio, fratello di quel Caio censore che, a ridosso della porta di S. Paolo all'Ostiense, eresse la propria tomba nell'originale forma di piramide. Nel corso dei secoli subì numerosi  restauri e rifacimenti ed anche il suo nome subì dei cambiamenti. Fu infatti  chiamato "ponte ferrato" a causa delle numerose mole che venivano ancorate al ponte tramite grosse catene.  In seguito prese anche l'appellativo di "S. Bartolomeo" dalla vicina chiesa sull'Isola Tiberina. Nel 1892 il ponte fu parzialmente ricostruito con la demolizione dei due piccoli archi laterali del ponte, regolanti la corrente del fiume in curva, sostituiti da due archi più grandi.  Ha una lunghezza di 54 m. ed una larghezza di 8 m. , la parte esterna è costruita in travertino, in parte proveniente dal teatro di Marcello, e l'interna in tufo; sui parapetti in marmo è visibile l'iscrizione relativa al restauro del 1892.

Isola Tiberina
La sua forma grossolanamente simile a quella di un grande barcone, è legata, secondo una leggenda, all'affondamento di una nave. L'isola era sacra al culto di Esculapio, dio della medicina, a cui fu dedicato nel 289 a.C. un tempio in occasione di un'epidemia di peste. Il sito venne indicato, si narra, dal Dio stesso che, trasformatosi in serpente, saltò giù dalla nave trovando rifugio sull'isola, diventata poi una sorta di nave-ospedale, visto che annesso al tempio fu edificata una struttura utilizzata per l’assistenza agli ammalati. Con l'espansione di Roma, l'Isola Tiberina vide ben presto sostituire le varie strutture e l'intera area divenne centro dedicato alla medicina, come per altro è ancora oggi per la presenza dell'Ospedale Fatebenefratelli..

Ponte Rotto
Ponte Emilio, oggi conosciuto come ponte Rotto, risale alla metà del III secolo a.C.; ricostruito nel 179 a.C. e completato nel 142 a.C., si conservano oggi solo un'arcata della ricostruzione cinquecentesca e i piloni originali di epoca romana. Per la sua posizione obliqua rispetto all'asse del fiume e per la pressione provocata dal fiume stesso a causa della sua curva, ha subito la violenza delle acque per innumerevoli volte nella sua storia ed è proprio tale caratteristica che determina quello che è sempre stato il suo secondo nome. Molte sono state le inutili ristrutturazioni effettuate già nel 280 d.C. ma successivamente anche nel 1422, nel 1450, nel 1557, nel 1575; nel 1598 una apocalittica alluvione del Tevere si rovesciò su Roma ed il Ponte rimase mutilato della sua metà, acquistando definitivamente la denominazione di Ponte Rotto.

Ponte Palatino
Con il progressivo deteriorarsi del Ponte Rotto, fu decisa la costruzione di un ponte battezzato "Palatino" in onore dello storico colle romano, proprio alle cui falde sorgeva il ponte tra il 1886 ed il 1890.  Venne costruito dal Vescovalli nel 1886 in collaborazione con una ditta belga specializzata in ponti di ferro: infatti quattro pile coperte in travertino reggono delle travate metalliche. Lungo 155 .e largo 19 m., il ponte Palatino è il più lungo dei ponti di Roma (ad eccezione dei recenti viadotti). Ha un'estetica in totale disarmonia con la zona monumentale che lo circonda ed unisce il lungotevere dei Pierleoni a quello degli Alberteschi. È conosciuto anche con la denominazione di Ponte Inglese, per via dell'infelice idea di renderlo percorribile a sensi invertiti.

Ponte Sublicio
Ponte Sublicio costituisce il prolungamento naturale di Via Marmorata unendo il quartiere Testaccio con la zona di Porta Portese. Realizzato su progetto dell'architetto Marcello Piacentini tra il 1014 e il 1917, è costituito da tre arcate in muratura e misura 105 m. in lunghezza e 20 in larghezza.  In realtà si sarebbe dovuto chiamare ponte Aventino, data la stretta vicinanza con l'omonimo colle, ma fu chiamato Sublicio in memoria dello storico ponte romano che sorgeva all'altezza dell'odierna Porta Portese.

Sergio Natalizia - 2016

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